
I residenti del centro Citywest International Protection Accommodation Service (IPAS) di Dublino denunciano che le intimidazioni continuano senza sosta, a due settimane dalle violente proteste scoppiate fuori dal complesso. I genitori hanno raccontato all’Irish Times che ogni giorno gruppi di persone si radunano all’ingresso, li riprendono con i telefoni, prendono in giro i bambini urlando “andate a casa” e sequestrano palloni da calcio e altri oggetti personali.
Anche gli insegnanti delle scuole locali confermano queste testimonianze, aggiungendo che gli abusi stanno iniziando a influire sulla frequenza scolastica e sulla salute mentale dei bambini. La struttura di Citywest ospita oltre 700 richiedenti asilo ed è stata acquistata dallo Stato all’inizio di quest’anno nell’ambito di una strategia che prevede di avere 14.000 posti letto per l’accoglienza entro il 2028. I disordini di ottobre, alimentati da attivisti anti-immigrazione, hanno portato a 13 arresti e a nuove richieste di rafforzare la sicurezza perimetrale.
Il Dipartimento di Giustizia ha dichiarato che la polizia (Gardaí) sta monitorando il sito e che sono in corso installazioni di telecamere di sorveglianza e illuminazione aggiuntiva. Tuttavia, i gruppi di advocacy avvertono che le molestie potrebbero scoraggiare le famiglie vulnerabili dal partecipare ai colloqui obbligatori o dalla frequenza scolastica, complicando così la gestione dei casi e gli sforzi di integrazione.
Per i team di mobilità globale e trasferimenti, l’episodio rappresenta un monito: le tensioni comunitarie possono riversarsi nella vita quotidiana delle famiglie degli assegnati, anche in un Paese tradizionalmente accogliente come l’Irlanda. I datori di lavoro che trasferiscono personale attraverso i percorsi di asilo irlandese o il permesso Stamp 4 dovrebbero valutare un supporto pastorale potenziato e briefing specifici sulla località, soprattutto quando l’alloggio si trova in centri ad alta visibilità.
Anche gli insegnanti delle scuole locali confermano queste testimonianze, aggiungendo che gli abusi stanno iniziando a influire sulla frequenza scolastica e sulla salute mentale dei bambini. La struttura di Citywest ospita oltre 700 richiedenti asilo ed è stata acquistata dallo Stato all’inizio di quest’anno nell’ambito di una strategia che prevede di avere 14.000 posti letto per l’accoglienza entro il 2028. I disordini di ottobre, alimentati da attivisti anti-immigrazione, hanno portato a 13 arresti e a nuove richieste di rafforzare la sicurezza perimetrale.
Il Dipartimento di Giustizia ha dichiarato che la polizia (Gardaí) sta monitorando il sito e che sono in corso installazioni di telecamere di sorveglianza e illuminazione aggiuntiva. Tuttavia, i gruppi di advocacy avvertono che le molestie potrebbero scoraggiare le famiglie vulnerabili dal partecipare ai colloqui obbligatori o dalla frequenza scolastica, complicando così la gestione dei casi e gli sforzi di integrazione.
Per i team di mobilità globale e trasferimenti, l’episodio rappresenta un monito: le tensioni comunitarie possono riversarsi nella vita quotidiana delle famiglie degli assegnati, anche in un Paese tradizionalmente accogliente come l’Irlanda. I datori di lavoro che trasferiscono personale attraverso i percorsi di asilo irlandese o il permesso Stamp 4 dovrebbero valutare un supporto pastorale potenziato e briefing specifici sulla località, soprattutto quando l’alloggio si trova in centri ad alta visibilità.
Fonte: The Irish Times