
I dati di FlightAware mostrano che il 2 gennaio gli aeroporti australiani hanno registrato 36 cancellazioni di voli e oltre 500 ritardi, compromettendo la prima settimana lavorativa del 2026. Melbourne Tullamarine e Sydney Kingsford Smith sono state le più colpite, ma anche Brisbane, Adelaide, Perth e la Gold Coast non sono state risparmiate.
Jetstar ha rappresentato quasi la metà delle cancellazioni, mentre Qantas e Virgin hanno affrontato difficoltà legate a problemi di pianificazione del personale e a blocchi a terra causati da temporali. Il caos ha lasciato migliaia di passeggeri nazionali bloccati e ha causato la perdita di coincidenze internazionali, mandando in tilt gli itinerari aziendali.
Per i team di mobilità il disagio operativo è stato immediato. Le compagnie minerarie dell’Australia Occidentale hanno dovuto riorganizzare i voli per il personale fly-in-fly-out, mentre le società finanziarie di Sydney hanno segnalato rinvii di incontri con i clienti. Gli enti turistici stimano che le “ore turistiche” perse costeranno milioni agli operatori dell’ospitalità durante il picco delle vacanze scolastiche.
Le compagnie aeree hanno invitato i passeggeri a monitorare app e notifiche SMS e a conservare le spese sostenute per eventuali rimborsi. I consumatori hanno rilanciato la richiesta di regole di compensazione simili a quelle europee, sottolineando che l’Australia si affida ancora a politiche volontarie delle compagnie.
Con le vacanze scolastiche che proseguiranno fino a fine gennaio e la stagione dei temporali in aumento, gli acquirenti di viaggi dovrebbero prevedere scali più lunghi nelle prenotazioni, optare per tariffe flessibili e garantire ai viaggiatori supporto in tempo reale per visti e passaporti in caso di deviazioni forzate attraverso paesi terzi.
Jetstar ha rappresentato quasi la metà delle cancellazioni, mentre Qantas e Virgin hanno affrontato difficoltà legate a problemi di pianificazione del personale e a blocchi a terra causati da temporali. Il caos ha lasciato migliaia di passeggeri nazionali bloccati e ha causato la perdita di coincidenze internazionali, mandando in tilt gli itinerari aziendali.
Per i team di mobilità il disagio operativo è stato immediato. Le compagnie minerarie dell’Australia Occidentale hanno dovuto riorganizzare i voli per il personale fly-in-fly-out, mentre le società finanziarie di Sydney hanno segnalato rinvii di incontri con i clienti. Gli enti turistici stimano che le “ore turistiche” perse costeranno milioni agli operatori dell’ospitalità durante il picco delle vacanze scolastiche.
Le compagnie aeree hanno invitato i passeggeri a monitorare app e notifiche SMS e a conservare le spese sostenute per eventuali rimborsi. I consumatori hanno rilanciato la richiesta di regole di compensazione simili a quelle europee, sottolineando che l’Australia si affida ancora a politiche volontarie delle compagnie.
Con le vacanze scolastiche che proseguiranno fino a fine gennaio e la stagione dei temporali in aumento, gli acquirenti di viaggi dovrebbero prevedere scali più lunghi nelle prenotazioni, optare per tariffe flessibili e garantire ai viaggiatori supporto in tempo reale per visti e passaporti in caso di deviazioni forzate attraverso paesi terzi.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News