
Il Clare Immigrant Support Centre (CISC) ha lanciato l’allarme per un forte aumento delle richieste di protezione internazionale da parte di cittadini statunitensi in Irlanda. Intervistato dalla radio locale Clare FM il 19 gennaio, il responsabile del CISC, Simon Ó Treasaigh, ha dichiarato che nel 2025 sono state presentate 94 domande di asilo da parte di americani, rispetto alle sole 24 del 2022, mentre si stima che circa 9.600 cittadini USA si siano trasferiti in Irlanda nell’anno fino ad aprile 2025. (clare.fm)
Gli esperti attribuiscono questa tendenza a una combinazione di fattori: un controllo più rigido dell’immigrazione da parte dell’ICE negli Stati Uniti, l’aumento della polarizzazione politica e quello che i gruppi LGBTQ definiscono un clima sempre più ostile per le minoranze in diversi stati americani. L’area di libera circolazione tra Irlanda e Regno Unito e il mercato del lavoro anglofono rendono l’Irlanda una meta attraente per chi cerca un nuovo inizio senza barriere linguistiche. (clare.fm)
Sebbene le domande di asilo da parte di cittadini USA rappresentino ancora una piccola frazione delle 13.000 richieste annuali di protezione internazionale in Irlanda, il tasso di crescita solleva interrogativi su come lo Stato valuterà le richieste di persecuzione provenienti da un paese generalmente considerato “sicuro”. Gli avvocati specializzati in immigrazione sottolineano che i richiedenti devono dimostrare un rischio individuale, come minacce legate all’orientamento sessuale o all’attivismo politico, e non problemi generali della società. Gli operatori che esaminano le domande potrebbero quindi aver bisogno di informazioni specifiche sul paese d’origine, ad esempio riguardo a leggi anti-trans o violenze di tipo vigilante in alcune giurisdizioni statunitensi.
Per i team di mobilità globale, questo sviluppo è significativo perché i trasferimenti intra-aziendali dagli USA spesso si basano su permessi Stamp 1 o Critical Skills; i dipendenti che invece entrano nel sistema di asilo perdono il diritto di lavorare per cinque mesi e non possono viaggiare all’estero. I datori di lavoro dovrebbero monitorare il benessere del personale e assicurarsi che chi si sente insicuro negli USA esplori prima le vie tradizionali di autorizzazione al lavoro, prima di ricorrere a richieste di protezione che comportano restrizioni di viaggio a lungo termine.
I responsabili delle politiche stanno osservando attentamente la situazione. Se i numeri continueranno a crescere, il Dipartimento di Giustizia potrebbe emanare nuove linee guida — simili al regime canadese del “Paese di origine designato” — su come gestire le richieste di asilo provenienti da democrazie avanzate. Questo potrebbe a sua volta influenzare le strategie di trasferimento aziendale e i consigli che i fornitori di servizi di immigrazione danno ai talenti statunitensi globalmente mobili che valutano un trasferimento in Irlanda.
Gli esperti attribuiscono questa tendenza a una combinazione di fattori: un controllo più rigido dell’immigrazione da parte dell’ICE negli Stati Uniti, l’aumento della polarizzazione politica e quello che i gruppi LGBTQ definiscono un clima sempre più ostile per le minoranze in diversi stati americani. L’area di libera circolazione tra Irlanda e Regno Unito e il mercato del lavoro anglofono rendono l’Irlanda una meta attraente per chi cerca un nuovo inizio senza barriere linguistiche. (clare.fm)
Sebbene le domande di asilo da parte di cittadini USA rappresentino ancora una piccola frazione delle 13.000 richieste annuali di protezione internazionale in Irlanda, il tasso di crescita solleva interrogativi su come lo Stato valuterà le richieste di persecuzione provenienti da un paese generalmente considerato “sicuro”. Gli avvocati specializzati in immigrazione sottolineano che i richiedenti devono dimostrare un rischio individuale, come minacce legate all’orientamento sessuale o all’attivismo politico, e non problemi generali della società. Gli operatori che esaminano le domande potrebbero quindi aver bisogno di informazioni specifiche sul paese d’origine, ad esempio riguardo a leggi anti-trans o violenze di tipo vigilante in alcune giurisdizioni statunitensi.
Per i team di mobilità globale, questo sviluppo è significativo perché i trasferimenti intra-aziendali dagli USA spesso si basano su permessi Stamp 1 o Critical Skills; i dipendenti che invece entrano nel sistema di asilo perdono il diritto di lavorare per cinque mesi e non possono viaggiare all’estero. I datori di lavoro dovrebbero monitorare il benessere del personale e assicurarsi che chi si sente insicuro negli USA esplori prima le vie tradizionali di autorizzazione al lavoro, prima di ricorrere a richieste di protezione che comportano restrizioni di viaggio a lungo termine.
I responsabili delle politiche stanno osservando attentamente la situazione. Se i numeri continueranno a crescere, il Dipartimento di Giustizia potrebbe emanare nuove linee guida — simili al regime canadese del “Paese di origine designato” — su come gestire le richieste di asilo provenienti da democrazie avanzate. Questo potrebbe a sua volta influenzare le strategie di trasferimento aziendale e i consigli che i fornitori di servizi di immigrazione danno ai talenti statunitensi globalmente mobili che valutano un trasferimento in Irlanda.
Fonte: Clare FM
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