
Per la seconda volta in una settimana, un aereo charter a fusoliera larga organizzato dal Dipartimento degli Affari Esteri irlandese è atterrato all’aeroporto di Dublino la sera dell’11 marzo, trasportando 217 passeggeri—quasi 200 dei quali cittadini irlandesi—impossibilitati a lasciare la regione del Golfo a causa della chiusura dei corridoi aerei commerciali dovuta al rinnovato conflitto. Il volo, partito da Abu Dhabi, ha fatto scalo a Muscat e al Cairo per imbarcare ulteriori cittadini dell’UE, evidenziando la complessità logistica quando i normali programmi di volo vengono interrotti. Le autorità hanno dichiarato che l’obiettivo del programma di evacuazione è assistere “prima i più vulnerabili”, inclusi anziani, famiglie con bambini piccoli e persone che necessitano di cure mediche in Irlanda. I posti sono stati venduti a 800 euro, con i minori di 16 anni che viaggiano gratuitamente; lo Stato copre i costi di posizionamento e equipaggio tramite il budget per la gestione delle crisi. Un Team di Crisi Consolare, attivo 24 ore su 24 tramite una linea fissa a Dublino, resta operativo in caso di ulteriori operazioni. Per i responsabili della mobilità internazionale, l’episodio rappresenta un monito sull’importanza di testare regolarmente i piani di evacuazione d’emergenza. Oltre 60 multinazionali irlandesi hanno personale negli Emirati Arabi Uniti e nei paesi limitrofi; molte hanno riscontrato che le piattaforme aziendali di gestione del rischio viaggio non potevano riprenotare automaticamente i voli una volta che i vettori locali hanno sospeso la vendita dei biglietti. Le organizzazioni stanno ora rivedendo le politiche di duty of care, in particolare la capacità di finanziare i posti su voli governativi quando le carte aziendali sono bloccate da sanzioni o controlli del traffico aereo. L’arrivo ha causato congestione nella sala immigrazione del Terminal 2 dell’aeroporto di Dublino, dove gli agenti dell’Unità di Gestione delle Frontiere hanno aperto ulteriori e-gate e allestito un banco dedicato ai cittadini UE in arrivo con il charter. I datori di lavoro dovrebbero considerare che il personale rimpatriato potrebbe necessitare di congedi per motivi umanitari mentre organizza nuove residenze o alloggi temporanei, dato che molti hanno lasciato i paesi ospitanti con solo il bagaglio a mano. Pur non escludendo ulteriori voli di recupero, il Dipartimento degli Affari Esteri invita tutti i cittadini irlandesi ancora nella regione a registrare la propria posizione sull’app DFA Travel Tracker. Le aziende con assegnati a rotazione nel Golfo sono consigliate di dilazionare i cambi equipaggio fino a quando le restrizioni sullo spazio aereo regionale non si allenteranno.
Fonte: Ireland Live