
In un’iniziativa umanitaria coordinata, il Consiglio Federale svizzero ha confermato il 9 aprile 2026 che la Svizzera parteciperà a un meccanismo multilaterale che concede proroghe d’emergenza per i visti e annulla le sanzioni per chi non può lasciare le zone colpite da crisi. L’iniziativa, annunciata lo stesso giorno da partner come Canada, Regno Unito, India, Germania e Sudafrica, è rivolta ai viaggiatori bloccati dalle chiusure dello spazio aereo mediorientale che hanno sospeso i voli tra Israele, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrain, Iraq ed Europa.
Secondo il programma, i cittadini stranieri attualmente in Svizzera con visti o soggiorni Schengen di 90 giorni in scadenza possono richiedere online una proroga gratuita fino a 30 giorni, rinnovabile una volta. Al contrario, i cittadini svizzeri bloccati all’estero avranno accesso a permessi di soggiorno semplificati rilasciati dai governi ospitanti, evitando multe o divieti d’ingresso quando le restrizioni di confine saranno revocate. Berna ha incaricato le sue rappresentanze a Tel Aviv, Doha e Abu Dhabi di rilasciare documenti di viaggio provvisori e di collaborare con compagnie charter per i voli di rimpatrio non appena i corridoi si riapriranno.
Per i responsabili della mobilità aziendale, la nuova politica elimina un grosso problema di conformità: i dipendenti bloccati all’estero non saranno considerati in soggiorno irregolare e le notifiche per lavoratori distaccati in Svizzera potranno essere sospese fino a 60 giorni. Gli esperti di immigrazione raccomandano comunque alle aziende di conservare prove documentali — cancellazioni voli, email delle ambasciate — in caso di richieste di dimostrazione di forza maggiore.
A lungo termine, la misura potrebbe accelerare i piani della Segreteria di Stato della Migrazione per digitalizzare la gestione delle autorizzazioni eccezionali e formalizzare una clausola di “proroga umanitaria” nella Legge sugli stranieri e l’integrazione. I rappresentanti dell’Associazione Svizzera del Turismo sostengono che codificare tali flessibilità migliorerebbe la reputazione del Paese come hub sicuro per eventi internazionali e talenti.
L’episodio sottolinea anche il ruolo della Svizzera come facilitatore diplomatico. Le autorità di Berna hanno precisato che la misura congiunta è distinta ma complementare ai mandati di potere protettivo del Paese nella regione, con cui trasmette messaggi tra Stati senza relazioni dirette. Unendo assistenza consolare e misure migratorie, la Svizzera si posiziona come hub di viaggio e attore umanitario.
Secondo il programma, i cittadini stranieri attualmente in Svizzera con visti o soggiorni Schengen di 90 giorni in scadenza possono richiedere online una proroga gratuita fino a 30 giorni, rinnovabile una volta. Al contrario, i cittadini svizzeri bloccati all’estero avranno accesso a permessi di soggiorno semplificati rilasciati dai governi ospitanti, evitando multe o divieti d’ingresso quando le restrizioni di confine saranno revocate. Berna ha incaricato le sue rappresentanze a Tel Aviv, Doha e Abu Dhabi di rilasciare documenti di viaggio provvisori e di collaborare con compagnie charter per i voli di rimpatrio non appena i corridoi si riapriranno.
Per i responsabili della mobilità aziendale, la nuova politica elimina un grosso problema di conformità: i dipendenti bloccati all’estero non saranno considerati in soggiorno irregolare e le notifiche per lavoratori distaccati in Svizzera potranno essere sospese fino a 60 giorni. Gli esperti di immigrazione raccomandano comunque alle aziende di conservare prove documentali — cancellazioni voli, email delle ambasciate — in caso di richieste di dimostrazione di forza maggiore.
A lungo termine, la misura potrebbe accelerare i piani della Segreteria di Stato della Migrazione per digitalizzare la gestione delle autorizzazioni eccezionali e formalizzare una clausola di “proroga umanitaria” nella Legge sugli stranieri e l’integrazione. I rappresentanti dell’Associazione Svizzera del Turismo sostengono che codificare tali flessibilità migliorerebbe la reputazione del Paese come hub sicuro per eventi internazionali e talenti.
L’episodio sottolinea anche il ruolo della Svizzera come facilitatore diplomatico. Le autorità di Berna hanno precisato che la misura congiunta è distinta ma complementare ai mandati di potere protettivo del Paese nella regione, con cui trasmette messaggi tra Stati senza relazioni dirette. Unendo assistenza consolare e misure migratorie, la Svizzera si posiziona come hub di viaggio e attore umanitario.
Fonte: SoJournal
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