
Il Dipartimento di Giustizia (DOJ) ha avviato cause civili presso corti federali in tutto il paese per revocare la cittadinanza statunitense a 12 americani naturalizzati accusati di reati che vanno da omicidi legati ad al-Qaida a frodi su larga scala ai danni di investitori. I casi, annunciati sabato sera, rappresentano l’uso più esteso finora delle linee guida del 2025 dell’amministrazione, che invitano i procuratori a considerare la denaturalizzazione come uno strumento chiave per la sicurezza nazionale. Tra gli obiettivi figurano Ali Yousif Ahmed Al-Nouri, iracheno accusato di aver assassinato due agenti di polizia iracheni; l’ex sacerdote colombiano Oscar Pelaez, condannato per abusi sessuali seriali su minori; e Victor Manuel Rocha, ex diplomatico USA già condannato all’ergastolo per spionaggio a favore di Cuba. Per revocare la cittadinanza, il governo deve convincere un giudice che ogni imputato abbia “ottenuto la naturalizzazione nascondendo un fatto rilevante o con dichiarazioni false volontarie”. Poiché i casi di denaturalizzazione sono civili, gli imputati non hanno diritto a un processo con giuria, e l’onere della prova — “chiaro, convincente e inequivocabile” — è elevato ma inferiore allo standard penale del “oltre ogni ragionevole dubbio”. Storicamente, gli Stati Uniti hanno registrato in media una dozzina di denaturalizzazioni all’anno, per lo più criminali di guerra dell’era nazista. Nel secondo mandato del presidente Trump, l’Ufficio Contenzioso Immigrazione della Divisione Civile ha creato una task force inter-agenzia che ora esamina mensilmente le segnalazioni di FBI, ICE e USCIS. Secondo statistiche interne citate dal DOJ, le agenzie federali hanno inoltrato oltre 2.600 potenziali casi dal 2025, con i procuratori che danno priorità a terrorismo, spionaggio e reati sessuali. Per i team di mobilità globale il messaggio è chiaro: la naturalizzazione non garantisce più la permanenza per i dipendenti il cui passato o dichiarazioni sul modulo N-400 possano rientrare nella rete investigativa in espansione. Le aziende che sponsorizzano talenti critici per la cittadinanza dovrebbero effettuare controlli più approfonditi, archiviare le pratiche di immigrazione e assicurarsi che gli addetti alla conformità monitorino l’esposizione penale internazionale dei dipendenti. Gli esperti di contenzioso avvertono inoltre che la denaturalizzazione può scatenare una serie di conseguenze collaterali: perdita del passaporto USA, revoca automatica delle autorizzazioni di sicurezza e possibili rifiuti di visto per i familiari. Le multinazionali con dirigenti naturalizzati in settori regolamentati — difesa, cyber-sicurezza, bancario — dovrebbero predisporre piani di emergenza, inclusa una rapida riallocazione all’estero in caso di contestazioni sullo status di un leader chiave.
Fonte: LiveNOW from FOX
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