
Il think-tank politico indiano NITI Aayog ha pubblicato il 30 giugno un rapporto storico che delinea un piano d’azione in 20 punti per sbloccare il potenziale turistico del Paese. Al centro delle raccomandazioni c’è l’introduzione di un visto all’arrivo (Visa-on-Arrival, VoA) a ingressi multipli per i viaggiatori provenienti da mercati selezionati ad alto potenziale di spesa — probabilmente Stati Uniti, Giappone, Germania e Australia — che sostituirà l’attuale programma pilota di VoA a ingresso singolo. Il rapporto sottolinea come la possibilità di ingressi ripetuti sia fondamentale per i viaggiatori d’affari che combinano visite in India con tappe successive nel Sud-Est asiatico o nel Golfo. Si propone inoltre di semplificare le oltre 30 sottocategorie di e-visa indiani, raggruppandole in pochi visti basati sullo scopo del viaggio (turismo, affari, cure mediche, studio), per ridurre la confusione dei richiedenti e il carico di lavoro amministrativo. Un secondo pilastro mira a risolvere la carenza di offerta ricettiva, trasformando il complesso iter di approvazione degli hotel — attualmente frammentato tra cinque ministeri e 20 licenze — in un’unica piattaforma online con approvazione tacita entro 60 giorni. NITI Aayog stima che i ritardi normativi aumentino i costi dei progetti dell’11% e scoraggino l’espansione dei brand stranieri oltre le città di primo livello. Se adottate, queste misure rivoluzionerebbero l’ambiente operativo per le multinazionali: ingressi multipli facilitati permetterebbero ai dirigenti di pianificare viaggi regionali passando per hub indiani, mentre approvazioni più rapide per gli hotel accelererebbero lo sviluppo di strutture business nelle aree industriali come la regione Delhi–Mumbai. Il Ministero del Turismo ha accolto con favore le proposte in linea di principio e ha costituito una task force interministeriale per redigere regole dettagliate entro tre mesi, segnalando una forte volontà politica in vista della stagione di viaggi festivi.
Fonte: India Today