
Il Servizio di Polizia Stranieri della Repubblica Ceca ha pubblicato le statistiche semestrali sull’immigrazione irregolare relative al periodo dal 1° gennaio al 30 giugno 2026. Secondo il rapporto, gli agenti hanno individuato 5.358 stranieri in violazione delle norme sull’immigrazione, con un aumento del 5,9% (circa 300 persone) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il 96% dei casi (5.158 persone) riguardava stranieri che avevano superato il periodo di soggiorno consentito o violato in altro modo le condizioni di permanenza nel territorio ceco. Le sei nazionalità più rappresentate erano Ucraina, Moldavia, Vietnam, Uzbekistan, Georgia e Russia. Solo 169 casi – il 3,3% del totale – riguardavano migranti in transito nel territorio ceco diretti verso un altro paese UE, principalmente la Germania. I cittadini russi rappresentavano 103 di queste rilevazioni in transito, la maggior parte dei quali era entrata nell’UE tramite la rotta dei Balcani occidentali, per poi proseguire verso nord attraverso Croazia, Ungheria e Austria o Slovacchia. Altri 40 afgani hanno tentato di sfruttare voli intra-Schengen da Atene con documenti falsificati. Le autorità di polizia hanno sottolineato che, nonostante un aumento del 225% nelle rilevazioni di transito, i numeri assoluti restano molto bassi e rappresentano un “rischio minimo per la sicurezza”. Il merito è stato attribuito a un ufficiale di collegamento esperto operativo dall’1 marzo 2026 all’aeroporto di Atene e a un’intensificazione dei controlli nei luoghi di lavoro e nelle strutture ricettive in Repubblica Ceca. Nei primi sei mesi dell’anno, gli agenti hanno effettuato 96.862 controlli in loco (in aumento del 13%), esaminato quasi 275.000 stranieri e visitato oltre 25.000 strutture ricettive e commerciali in tutto il paese. Per i datori di lavoro il messaggio chiave è la continua pressione sulle verifiche: i controlli sono aumentati ogni anno dal 2023 e ora mirano sia al lavoro non registrato a breve termine sia alle classiche violazioni di soggiorno. Le aziende che impiegano lavoratori stagionali o tramite agenzie sono invitate a conservare copie dei permessi di soggiorno e a programmare audit interni di conformità prima del picco produttivo autunnale. I viaggiatori sulla tratta Praga–Atene devono inoltre aspettarsi controlli documentali continui. Sebbene i dati principali confermino che la Repubblica Ceca rimane prevalentemente una destinazione e non un corridoio di transito, la crescente presenza di cittadini russi e afgani nei flussi irregolari rispecchia le tendenze più ampie dell’UE e potrebbe portare a controlli più severi alle frontiere terrestri con Slovacchia e Austria qualora i numeri aumentassero. I responsabili della mobilità aziendale dovrebbero monitorare eventuali comunicati stampa futuri della Polizia, spesso seguiti da operazioni ad hoc che possono causare ritardi nei servizi di autobus e treni tra Praga, Vienna, Bratislava e Monaco.
Fonte: Policie České republiky
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