
L’unità della Guardia di Frontiera della Warmia-Masuria ha confermato il 15 settembre di aver accompagnato un altro gruppo di stranieri fuori dal paese dopo aver emesso ordini di rimpatrio con effetto immediato. Secondo la dichiarazione, gli agenti hanno già supervisionato la partenza di oltre 200 cittadini extra-UE da gennaio, la maggior parte dei quali è stata trovata a vivere o lavorare in Polonia senza uno status migratorio valido. L’ultima operazione ha riguardato persone che avevano ignorato precedenti scadenze di uscita o il cui permesso di soggiorno era scaduto. Le squadre della Guardia di Frontiera hanno accompagnato i viaggiatori ai valichi stradali e agli aeroporti, assicurandosi che i timbri di uscita fossero correttamente registrati nel Sistema d’Informazione Schengen (SIS). L’agenzia ha sottolineato che il mancato rispetto degli ordini di partenza comporta automaticamente divieti di reingresso pluriennali in tutta l’area Schengen e può compromettere future richieste di visto. La Polonia ha intensificato le cosiddette “operazioni di rimpatrio” nel 2026, nell’ambito di uno sforzo più ampio dell’UE per aumentare il tasso di esecuzione effettiva delle decisioni di rimpatrio, che nel blocco rimane sotto il 30%. Per accelerare le procedure, Varsavia ha investito in spazi di detenzione aggiuntivi, ampliato gli strumenti digitali di gestione dei casi e intensificato la collaborazione con i vettori per la verifica dei documenti. Per i datori di lavoro, il messaggio è chiaro: effettuare controlli di due diligence sui titolari di permessi di lavoro non è più facoltativo. Le aziende che assumono stranieri senza status valido rischiano multe fino a 30.000 PLN e l’esclusione temporanea dalle gare pubbliche. Ai responsabili della mobilità si consiglia di verificare i fascicoli delle assegnazioni e di ricordare agli assegnati che il Sistema di Entrata/Uscita (EES), in arrivo nel 2027, automatizzerà il monitoraggio delle permanenze oltre il termine, lasciando pochissimo margine di errore.
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