
Durante il Vertice sugli Investimenti nel Turismo UAE–Africa tenutosi a Dubai il 6 novembre 2025, il Ministro dell’Economia e del Turismo Abdulla bin Touq Al Marri ha annunciato un pacchetto di finanziamenti storico da 6 miliardi di dollari USA, destinato ad accelerare progetti turistici in oltre 20 paesi africani. I fondi, canalizzati tramite fondi sovrani, banche di sviluppo e partner di private equity, saranno destinati a potenziare aeroporti, sviluppi nel settore dell’ospitalità, piattaforme digitali di prenotazione e accademie per la formazione professionale.
L’iniziativa riflette due tendenze convergenti: l’Africa ha registrato il tasso di crescita turistica più rapido al mondo nel 2024 (dati UN WTO), mentre investitori, compagnie aeree e gruppi alberghieri degli Emirati Arabi Uniti cercano di diversificare oltre i mercati mediorientali ormai saturi. Tra i progetti individuati nel nuovo programma figurano un eco-resort greenfield sulla costa orientale di Zanzibar, l’ampliamento del terminal dell’aeroporto internazionale Jomo Kenyatta di Nairobi e un modello pilota pan-africano di e-visa interoperabile ispirato al sistema smart-gate di Dubai.
Le autorità prevedono che gli investimenti creeranno almeno 70.000 posti di lavoro diretti e sbloccheranno ulteriori 3,5 miliardi di dollari in capitali aggiuntivi. Per le multinazionali con sede negli UAE, il programma promette una mobilità lavorativa più fluida verso i mercati emergenti: maggiore capacità aeroportuale, più voli diretti operati da Emirates e compagnie partner di Etihad, e la possibilità di un riconoscimento reciproco delle credenziali digitali di viaggio.
I team di relocation aziendale dovrebbero considerare che diversi paesi ospitanti intendono introdurre visti per investitori a corsia preferenziale, ispirati al Golden Visa degli UAE, con soglie minime comprese tra 200.000 e 500.000 dollari USA. Le aziende interessate a progetti nei settori dell’ospitalità o delle infrastrutture in Africa potrebbero così ottenere permessi di soggiorno a lungo termine per il personale chiave, riducendo i costi di rotazione.
Il comunicato finale del vertice ha inquadrato la partnership come parte di un “corridoio turistico Sud-Sud” in linea con la strategia NextGen FDI degli UAE e l’Agenda 2063 dell’Unione Africana. I risultati saranno monitorati da una task force congiunta che si riunirà trimestralmente ad Abu Dhabi e Addis Abeba.
L’iniziativa riflette due tendenze convergenti: l’Africa ha registrato il tasso di crescita turistica più rapido al mondo nel 2024 (dati UN WTO), mentre investitori, compagnie aeree e gruppi alberghieri degli Emirati Arabi Uniti cercano di diversificare oltre i mercati mediorientali ormai saturi. Tra i progetti individuati nel nuovo programma figurano un eco-resort greenfield sulla costa orientale di Zanzibar, l’ampliamento del terminal dell’aeroporto internazionale Jomo Kenyatta di Nairobi e un modello pilota pan-africano di e-visa interoperabile ispirato al sistema smart-gate di Dubai.
Le autorità prevedono che gli investimenti creeranno almeno 70.000 posti di lavoro diretti e sbloccheranno ulteriori 3,5 miliardi di dollari in capitali aggiuntivi. Per le multinazionali con sede negli UAE, il programma promette una mobilità lavorativa più fluida verso i mercati emergenti: maggiore capacità aeroportuale, più voli diretti operati da Emirates e compagnie partner di Etihad, e la possibilità di un riconoscimento reciproco delle credenziali digitali di viaggio.
I team di relocation aziendale dovrebbero considerare che diversi paesi ospitanti intendono introdurre visti per investitori a corsia preferenziale, ispirati al Golden Visa degli UAE, con soglie minime comprese tra 200.000 e 500.000 dollari USA. Le aziende interessate a progetti nei settori dell’ospitalità o delle infrastrutture in Africa potrebbero così ottenere permessi di soggiorno a lungo termine per il personale chiave, riducendo i costi di rotazione.
Il comunicato finale del vertice ha inquadrato la partnership come parte di un “corridoio turistico Sud-Sud” in linea con la strategia NextGen FDI degli UAE e l’Agenda 2063 dell’Unione Africana. I risultati saranno monitorati da una task force congiunta che si riunirà trimestralmente ad Abu Dhabi e Addis Abeba.
Fonte: The Tanzania Times
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