
Le unità della Guardia Civil e del Salvamento Marítimo hanno intercettato 18 piccole imbarcazioni con un totale di 330 migranti irregolari diretti all’arcipelago delle Baleari da martedì, riporta MallorcaDiario. Gli arrivi sono stati distribuiti tra Formentera, Cabrera e altri isolotti, con operazioni che hanno coinvolto elicotteri e squadre di soccorso alpino a causa del terreno costiero impervio.
La maggior parte dei migranti è di origine maghrebina o subsahariana. Le prime valutazioni mediche non hanno rilevato problemi di salute gravi, ma i centri di accoglienza locali stanno raggiungendo la capacità massima. Le autorità hanno trasferito diversi gruppi a Ibiza e Palma per le procedure previste dal protocollo spagnolo di detenzione e rimpatrio entro 72 ore.
L’aumento degli sbarchi si registra nonostante un calo complessivo delle traversate nel Mediterraneo verso la Spagna dall’inizio dell’anno, dimostrando come i trafficanti adattino le rotte in risposta ai cambiamenti nei pattugliamenti. Per i gestori dei trasporti, il picco potrebbe comportare controlli di polizia più frequenti e casuali sui traghetti inter-isole e all’aeroporto di Palma, con possibili ritardi negli spostamenti del personale.
Le autorità regionali chiedono risorse aggiuntive al governo centrale, avvertendo che i rifugi umanitari a Palma hanno solo 40 posti letto disponibili. Il Ministero dell’Interno ha annunciato il dispiegamento di una nave di pattuglia marittima e l’accelerazione dei trasferimenti dei migranti verso i centri di accoglienza della penisola per alleviare la pressione locale.
Le ONG sollecitano una strategia a lungo termine che includa vie legali di migrazione e un finanziamento coordinato per la ricerca e il soccorso. Indicando il nuovo regolamento spagnolo sugli stranieri, che da maggio 2025 consentirà l’assunzione collettiva stagionale dall’estero, come modello per canalizzare i flussi irregolari verso visti di lavoro regolari.
La maggior parte dei migranti è di origine maghrebina o subsahariana. Le prime valutazioni mediche non hanno rilevato problemi di salute gravi, ma i centri di accoglienza locali stanno raggiungendo la capacità massima. Le autorità hanno trasferito diversi gruppi a Ibiza e Palma per le procedure previste dal protocollo spagnolo di detenzione e rimpatrio entro 72 ore.
L’aumento degli sbarchi si registra nonostante un calo complessivo delle traversate nel Mediterraneo verso la Spagna dall’inizio dell’anno, dimostrando come i trafficanti adattino le rotte in risposta ai cambiamenti nei pattugliamenti. Per i gestori dei trasporti, il picco potrebbe comportare controlli di polizia più frequenti e casuali sui traghetti inter-isole e all’aeroporto di Palma, con possibili ritardi negli spostamenti del personale.
Le autorità regionali chiedono risorse aggiuntive al governo centrale, avvertendo che i rifugi umanitari a Palma hanno solo 40 posti letto disponibili. Il Ministero dell’Interno ha annunciato il dispiegamento di una nave di pattuglia marittima e l’accelerazione dei trasferimenti dei migranti verso i centri di accoglienza della penisola per alleviare la pressione locale.
Le ONG sollecitano una strategia a lungo termine che includa vie legali di migrazione e un finanziamento coordinato per la ricerca e il soccorso. Indicando il nuovo regolamento spagnolo sugli stranieri, che da maggio 2025 consentirà l’assunzione collettiva stagionale dall’estero, come modello per canalizzare i flussi irregolari verso visti di lavoro regolari.
Fonte: MallorcaDiario
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