
Il nostro monitoraggio continuo dei bollettini ufficiali, degli avvisi aeroportuali e di controllo alle frontiere, dei resoconti parlamentari, dei principali media svizzeri e internazionali, dei bollettini specializzati sull’immigrazione, degli aggiornamenti operativi delle compagnie aeree e dei feed sui rischi di viaggio non ha rilevato alcuna modifica specifica per la Svizzera riguardo alla politica dei visti, ai viaggi d’affari transfrontalieri, alla tassazione degli espatriati, alle quote d’immigrazione, alle operazioni aeroportuali o di frontiera terrestre, né a proposte normative correlate pubblicate tra le 00:00 CET del 15 novembre 2025 e le 00:00 CET del 16 novembre 2025.
Il periodo è stato particolarmente tranquillo a livello federale, cantonale e Schengen. Nessuna comunicazione urgente è stata emessa dalla Segreteria di Stato della Migrazione (SEM), dal Consiglio Federale, dalla dogana svizzera (BAZG), dall’EuroAirport Basel–Mulhouse–Freiburg, da Genève Aéroport o dall’autorità di polizia dell’aeroporto di Zurigo. Né il Foglio Ufficiale Federale né l’agenda parlamentare hanno riportato punti riguardanti la circolazione delle persone. Nessuna compagnia aerea con voli verso la Svizzera ha pubblicato avvisi su orari o regole d’ingresso, e non sono state registrate interruzioni sulle principali vie alpine stradali o ferroviarie, che gestiscono una quota significativa del traffico pendolare.
L’assenza di annunci formali può essere interpretata come un segnale di stabilità auspicabile per i responsabili della mobilità, ma significa anche che oggi non ci sono nuovi elementi di compliance da monitorare. Le aziende devono tuttavia rimanere vigili rispetto ai seguenti traguardi già annunciati e imminenti: (1) avvio del Sistema di Entrata/Uscita UE (EES) all’aeroporto di Zurigo il 17 novembre; (2) applicazione del divieto UE/Svizzera sui visti Schengen a ingressi multipli per la maggior parte dei cittadini russi (in vigore dal 7 novembre); e (3) assegnazioni cantonali in arrivo per la quota 2026 di cittadini di paesi terzi, previste entro fine mese. Questi cambiamenti, già segnalati, restano confermati e richiedono una pianificazione anticipata, nonostante nelle ultime 24 ore non siano state emesse nuove comunicazioni.
Gli operatori della mobilità globale con personale in entrata o uscita dalla Svizzera possono quindi procedere secondo i protocolli esistenti. I reparti HR e viaggi devono però continuare il monitoraggio quotidiano in vista dell’imminente attivazione dell’EES, che probabilmente genererà code iniziali per i viaggiatori extra-UE negli aeroporti svizzeri. Emetteremo allerte speciali qualora dovessero emergere direttive dell’ultimo minuto prima di quella data.
Il periodo è stato particolarmente tranquillo a livello federale, cantonale e Schengen. Nessuna comunicazione urgente è stata emessa dalla Segreteria di Stato della Migrazione (SEM), dal Consiglio Federale, dalla dogana svizzera (BAZG), dall’EuroAirport Basel–Mulhouse–Freiburg, da Genève Aéroport o dall’autorità di polizia dell’aeroporto di Zurigo. Né il Foglio Ufficiale Federale né l’agenda parlamentare hanno riportato punti riguardanti la circolazione delle persone. Nessuna compagnia aerea con voli verso la Svizzera ha pubblicato avvisi su orari o regole d’ingresso, e non sono state registrate interruzioni sulle principali vie alpine stradali o ferroviarie, che gestiscono una quota significativa del traffico pendolare.
L’assenza di annunci formali può essere interpretata come un segnale di stabilità auspicabile per i responsabili della mobilità, ma significa anche che oggi non ci sono nuovi elementi di compliance da monitorare. Le aziende devono tuttavia rimanere vigili rispetto ai seguenti traguardi già annunciati e imminenti: (1) avvio del Sistema di Entrata/Uscita UE (EES) all’aeroporto di Zurigo il 17 novembre; (2) applicazione del divieto UE/Svizzera sui visti Schengen a ingressi multipli per la maggior parte dei cittadini russi (in vigore dal 7 novembre); e (3) assegnazioni cantonali in arrivo per la quota 2026 di cittadini di paesi terzi, previste entro fine mese. Questi cambiamenti, già segnalati, restano confermati e richiedono una pianificazione anticipata, nonostante nelle ultime 24 ore non siano state emesse nuove comunicazioni.
Gli operatori della mobilità globale con personale in entrata o uscita dalla Svizzera possono quindi procedere secondo i protocolli esistenti. I reparti HR e viaggi devono però continuare il monitoraggio quotidiano in vista dell’imminente attivazione dell’EES, che probabilmente genererà code iniziali per i viaggiatori extra-UE negli aeroporti svizzeri. Emetteremo allerte speciali qualora dovessero emergere direttive dell’ultimo minuto prima di quella data.
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