
In un dibattito politico separato ma collegato, importanti deputati liberali stanno valutando tagli drastici sia alle iscrizioni di studenti internazionali sia ai visti per lavoratori qualificati sponsorizzati dai datori di lavoro, come misura per alleviare la pressione sul mercato immobiliare e sui servizi pubblici. Punti di discussione trapelati e ottenuti da The Guardian il 18 novembre mostrano come fazioni all’interno del partito si stiano unendo attorno a un piano per ridurre il numero di studenti stranieri fino al 40% e diminuire l’immigrazione qualificata di almeno 20.000 posti.
La portavoce ombra per l’istruzione, Jess Collins, sostiene l’introduzione di una quota di iscrizione legata alla capacità infrastrutturale delle università, mentre la responsabile immigrazione Leah Blyth ritiene che il numero di studenti possa essere usato come una “manopola” per gestire l’immigrazione complessiva. Conservatori come Jacinta Price propongono una linea ancora più dura, facendo eco all’ex primo ministro Tony Abbott che chiedeva un’“Australia più piccola”.
Le lobby imprenditoriali e le università avvertono che la proposta potrebbe mettere a rischio 20 miliardi di dollari australiani di entrate da esportazioni e migliaia di posti di lavoro nelle aree regionali. Il CEO della Commonwealth Bank, Matt Comyn, ha suggerito un compromesso con un tetto annuale di 180.000 migranti totali per mantenere la crescita economica.
Il dibattito evidenzia come l’immigrazione stia diventando un tema centrale in vista delle elezioni del 2028. Per i datori di lavoro, la prospettiva di una riduzione dei visti per lavoratori qualificati rende ancora più importante pianificare in anticipo la forza lavoro ed esplorare le vie degli Accordi di Lavoro. I fornitori di istruzione devono invece prepararsi alla possibilità che le quote federali si sommino al nuovo sistema di Livelli Nazionali di Pianificazione già introdotto dal governo Labor.
Anche se i tagli più severi non dovessero concretizzarsi, gli analisti segnalano un rafforzamento del sostegno bipartisan per misure di maggiore integrità, soglie più alte per la conoscenza della lingua inglese e limiti di reddito indicizzati. I recruiter dell’istruzione internazionale dovrebbero aspettarsi controlli più rigorosi e diversificare i mercati di provenienza per ridurre i rischi.
La portavoce ombra per l’istruzione, Jess Collins, sostiene l’introduzione di una quota di iscrizione legata alla capacità infrastrutturale delle università, mentre la responsabile immigrazione Leah Blyth ritiene che il numero di studenti possa essere usato come una “manopola” per gestire l’immigrazione complessiva. Conservatori come Jacinta Price propongono una linea ancora più dura, facendo eco all’ex primo ministro Tony Abbott che chiedeva un’“Australia più piccola”.
Le lobby imprenditoriali e le università avvertono che la proposta potrebbe mettere a rischio 20 miliardi di dollari australiani di entrate da esportazioni e migliaia di posti di lavoro nelle aree regionali. Il CEO della Commonwealth Bank, Matt Comyn, ha suggerito un compromesso con un tetto annuale di 180.000 migranti totali per mantenere la crescita economica.
Il dibattito evidenzia come l’immigrazione stia diventando un tema centrale in vista delle elezioni del 2028. Per i datori di lavoro, la prospettiva di una riduzione dei visti per lavoratori qualificati rende ancora più importante pianificare in anticipo la forza lavoro ed esplorare le vie degli Accordi di Lavoro. I fornitori di istruzione devono invece prepararsi alla possibilità che le quote federali si sommino al nuovo sistema di Livelli Nazionali di Pianificazione già introdotto dal governo Labor.
Anche se i tagli più severi non dovessero concretizzarsi, gli analisti segnalano un rafforzamento del sostegno bipartisan per misure di maggiore integrità, soglie più alte per la conoscenza della lingua inglese e limiti di reddito indicizzati. I recruiter dell’istruzione internazionale dovrebbero aspettarsi controlli più rigorosi e diversificare i mercati di provenienza per ridurre i rischi.
Fonte: The Guardian
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