
Alle 00:01 del 24 novembre, la Guardia di Frontiera polacca ha attivato simultaneamente il nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’UE in tutti e 38 gli aeroporti, porti, stazioni ferroviarie e valichi stradali del Paese, da Varsavia-Chopin e Cracovia-Balice fino al trafficato valico di Korczowa al confine con l’Ucraina. Il progetto da 47 milioni di euro acquisisce quattro impronte digitali, un’immagine facciale ad alta risoluzione e i dati biografici del passaporto in meno di due minuti, sostituendo il tradizionale timbro a inchiostro con un registro digitale a prova di manomissione. Secondo le autorità, la prima registrazione richiede in media 90 secondi, mentre i viaggiatori abituali che utilizzano i varchi elettronici possono superare il confine in appena 20 secondi.
L’aggiornamento segue una fase pilota di sei settimane al confine terrestre orientale, durante la quale sono stati processati oltre 600.000 viaggiatori senza problemi significativi. Entro il 4 dicembre, la Polonia collegherà altri 140 punti secondari, raggiungendo una copertura EES al 100% e dando il via a un conto alla rovescia di nove mesi verso il lancio di ETIAS, l’autorizzazione di viaggio prepagata legata alla stabilità del sistema. Il ministro dell’Interno Marcin Kierwiński ha definito questa iniziativa sia uno strumento di facilitazione sia una risposta alle “minacce ibride” provenienti da Russia e Bielorussia.
Per i viaggiatori d’affari e i responsabili della mobilità aziendale, le implicazioni sono immediate. Le aziende consigliano ai dipendenti inviati all’estero di prevedere un extra di cinque-dieci minuti per il primo ingresso dopo il 24 novembre, durante la raccolta dei dati biometrici, di portare con sé la carta di soggiorno polacca in caso di ritardi nella sincronizzazione dei database e di aspettarsi tempi più rapidi per i viaggi successivi una volta registrati. Le compagnie aeree prevedono che il nuovo sistema ridurrà le code nei momenti di punta dopo la fase iniziale di adattamento.
Sul piano strategico, Varsavia spera che l’adozione anticipata rafforzi la sua richiesta a Germania e Lituania, vicini di confine, di abolire i controlli interni Schengen recentemente reintrodotti, sostenendo che un perimetro biometrico paneuropeo riduce la necessità di controlli a campione. Nel frattempo, le multinazionali stanno rivedendo le clausole sulla privacy dei dati, poiché i registri EES diventeranno prove accessibili in verifiche su residenza fiscale, lavoratori distaccati e sicurezza sociale.
L’aggiornamento segue una fase pilota di sei settimane al confine terrestre orientale, durante la quale sono stati processati oltre 600.000 viaggiatori senza problemi significativi. Entro il 4 dicembre, la Polonia collegherà altri 140 punti secondari, raggiungendo una copertura EES al 100% e dando il via a un conto alla rovescia di nove mesi verso il lancio di ETIAS, l’autorizzazione di viaggio prepagata legata alla stabilità del sistema. Il ministro dell’Interno Marcin Kierwiński ha definito questa iniziativa sia uno strumento di facilitazione sia una risposta alle “minacce ibride” provenienti da Russia e Bielorussia.
Per i viaggiatori d’affari e i responsabili della mobilità aziendale, le implicazioni sono immediate. Le aziende consigliano ai dipendenti inviati all’estero di prevedere un extra di cinque-dieci minuti per il primo ingresso dopo il 24 novembre, durante la raccolta dei dati biometrici, di portare con sé la carta di soggiorno polacca in caso di ritardi nella sincronizzazione dei database e di aspettarsi tempi più rapidi per i viaggi successivi una volta registrati. Le compagnie aeree prevedono che il nuovo sistema ridurrà le code nei momenti di punta dopo la fase iniziale di adattamento.
Sul piano strategico, Varsavia spera che l’adozione anticipata rafforzi la sua richiesta a Germania e Lituania, vicini di confine, di abolire i controlli interni Schengen recentemente reintrodotti, sostenendo che un perimetro biometrico paneuropeo riduce la necessità di controlli a campione. Nel frattempo, le multinazionali stanno rivedendo le clausole sulla privacy dei dati, poiché i registri EES diventeranno prove accessibili in verifiche su residenza fiscale, lavoratori distaccati e sicurezza sociale.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News
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