
L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) della Svizzera è passato da un monitoraggio discreto a un allarme pubblico attivo, mentre il numero di pazienti Covid-19 ricoverati aumenta proprio prima del picco dei viaggi di fine anno. In un bollettino pubblicato il 13 dicembre e diffuso il 16 dicembre, l'agenzia ha segnalato che l'occupazione ospedaliera a livello nazionale ha raggiunto l'87%, con Zurigo, Vaud e Ticino che hanno già attivato i piani di emergenza.
Sebbene Berna abbia evitato di reintrodurre restrizioni generali all'ingresso, le autorità invitano le persone vulnerabili e i visitatori a evitare treni affollati, a indossare mascherine FFP2 e a rispettare eventuali disposizioni cantonali che potrebbero essere reintrodotte con breve preavviso. Per i viaggiatori d'affari internazionali, il rischio operativo maggiore è l'incertezza: un test positivo comporta ancora l'isolamento specifico per cantone, solitamente di cinque giorni, che può compromettere itinerari serrati e programmi di trasferimento per espatriati.
Dal punto di vista della gestione della mobilità, i visti e i permessi di soggiorno continuano a essere elaborati normalmente, ma le aziende stanno rispolverando i protocolli di emergenza delle precedenti ondate pandemiche. I fornitori di assicurazioni viaggio segnalano un aumento delle richieste per upgrade “cancellazione per qualsiasi motivo” e per coperture che includano la quarantena obbligatoria in hotel. Le compagnie aeree che operano su Zurigo e Ginevra mantengono politiche di riprenotazione flessibili, ma avvertono che l’obbligo di mascherina potrebbe essere reintrodotto con un preavviso di 24 ore in caso di inasprimento delle regole cantonali.
I team di mobilità aziendale consigliano quindi ai viaggiatori di prevedere giorni di margine negli itinerari, di verificare che le polizze mediche coprano i costi dell’isolamento e di avere sempre a portata di mano i documenti necessari per il rientro nel paese d’origine. Gli organizzatori di eventi, invece, devono fare i conti con una situazione in evoluzione: diversi cantoni hanno segnalato possibili limiti di capienza per le conferenze al chiuso qualora l’occupazione delle terapie intensive superi il 90%, soglia prevista per la prossima settimana. Il rinomato simposio farmaceutico di Basilea e il forum fintech di Ginevra hanno già predisposto formule ibride.
L’avviso si intreccia inoltre con i nuovi chioschi del Sistema d’Entrata/Uscita Schengen in Svizzera, che allungano i tempi di controllo alle frontiere per i visitatori extra-UE. Le società di consulenza per la mobilità raccomandano di arrivare in anticipo e di portare con sé la conferma stampata delle prenotazioni alberghiere e dell’assicurazione in caso di ritardi. Nonostante il ritorno di avvertenze in stile pandemia, l’UFSP sottolinea che la vaccinazione unita alle misure igieniche di base rimane la difesa più efficace e che la situazione epidemiologica sarà rivalutata il 20 dicembre prima di decidere eventuali ulteriori misure.
Sebbene Berna abbia evitato di reintrodurre restrizioni generali all'ingresso, le autorità invitano le persone vulnerabili e i visitatori a evitare treni affollati, a indossare mascherine FFP2 e a rispettare eventuali disposizioni cantonali che potrebbero essere reintrodotte con breve preavviso. Per i viaggiatori d'affari internazionali, il rischio operativo maggiore è l'incertezza: un test positivo comporta ancora l'isolamento specifico per cantone, solitamente di cinque giorni, che può compromettere itinerari serrati e programmi di trasferimento per espatriati.
Dal punto di vista della gestione della mobilità, i visti e i permessi di soggiorno continuano a essere elaborati normalmente, ma le aziende stanno rispolverando i protocolli di emergenza delle precedenti ondate pandemiche. I fornitori di assicurazioni viaggio segnalano un aumento delle richieste per upgrade “cancellazione per qualsiasi motivo” e per coperture che includano la quarantena obbligatoria in hotel. Le compagnie aeree che operano su Zurigo e Ginevra mantengono politiche di riprenotazione flessibili, ma avvertono che l’obbligo di mascherina potrebbe essere reintrodotto con un preavviso di 24 ore in caso di inasprimento delle regole cantonali.
I team di mobilità aziendale consigliano quindi ai viaggiatori di prevedere giorni di margine negli itinerari, di verificare che le polizze mediche coprano i costi dell’isolamento e di avere sempre a portata di mano i documenti necessari per il rientro nel paese d’origine. Gli organizzatori di eventi, invece, devono fare i conti con una situazione in evoluzione: diversi cantoni hanno segnalato possibili limiti di capienza per le conferenze al chiuso qualora l’occupazione delle terapie intensive superi il 90%, soglia prevista per la prossima settimana. Il rinomato simposio farmaceutico di Basilea e il forum fintech di Ginevra hanno già predisposto formule ibride.
L’avviso si intreccia inoltre con i nuovi chioschi del Sistema d’Entrata/Uscita Schengen in Svizzera, che allungano i tempi di controllo alle frontiere per i visitatori extra-UE. Le società di consulenza per la mobilità raccomandano di arrivare in anticipo e di portare con sé la conferma stampata delle prenotazioni alberghiere e dell’assicurazione in caso di ritardi. Nonostante il ritorno di avvertenze in stile pandemia, l’UFSP sottolinea che la vaccinazione unita alle misure igieniche di base rimane la difesa più efficace e che la situazione epidemiologica sarà rivalutata il 20 dicembre prima di decidere eventuali ulteriori misure.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News