
Il ministro dell’Interno della Sassonia-Anhalt, Tamara Zieschang, ha riferito al Landtag il 16 dicembre 2025 che un uomo di 21 anni dell’Asia centrale, arrestato la scorsa settimana a Magdeburgo con l’accusa di aver pianificato un attentato, era entrato in Germania “in modo completamente legale” con un visto a lungo termine nel giugno 2024. Il sospetto — la cui nazionalità non è stata resa nota — stava seguendo una formazione come assistente infermieristico ma, secondo i fascicoli della polizia, aveva recentemente “glorificato” il terrorismo online e mostrato interesse per l’acquisizione di armi.
Il caso arriva a meno di un anno dall’attentato al mercatino di Natale di Magdeburgo del 2024, che causò sei morti e oltre 300 feriti, riaccendendo le pressioni sulle pratiche tedesche di rilascio dei visti e sul monitoraggio post-arrivo. I parlamentari dell’opposizione sostengono che la decisione del Ministero degli Esteri, presa all’inizio di quest’anno, di abolire la procedura di remostrazione (ricorso amministrativo) per i richiedenti visto respinti, abbia eliminato un importante filtro di sicurezza.
Gli esperti di sicurezza sottolineano che il sospetto ha ottenuto il visto prima che il Portale dei Servizi Consolari tedesco diventasse completamente digitale, nel gennaio 2025. Da allora, le domande vengono automaticamente incrociate con le banche dati di Europol e Interpol, ma i funzionari del ministero dell’Interno ammettono che il “deragliamento comportamentale” dopo l’arrivo rimane difficile da monitorare.
Il governo Merz sta ora valutando controlli obbligatori a metà percorso per i titolari di visto che passano dallo studio alla formazione professionale — proprio il percorso seguito dal sospetto di Magdeburgo. I datori di lavoro nel settore sanitario tedesco, già alle prese con una carenza di personale, temono che una burocrazia aggiuntiva possa scoraggiare i tirocinanti stranieri legittimi.
Consiglio pratico: le aziende che sponsorizzano tirocinanti o apprendisti provenienti da regioni ad alto rischio dovrebbero rivedere i processi di inserimento, offrire supporto per l’integrazione culturale e mantenere un dialogo costante con gli uffici immigrazione locali per individuare tempestivamente segnali di allarme. Secondo fonti interne, le future riforme sull’immigrazione potrebbero legare il rinnovo dei visti alla partecipazione a corsi di integrazione approvati dallo Stato, sotto la supervisione dei servizi di sicurezza.
Il caso arriva a meno di un anno dall’attentato al mercatino di Natale di Magdeburgo del 2024, che causò sei morti e oltre 300 feriti, riaccendendo le pressioni sulle pratiche tedesche di rilascio dei visti e sul monitoraggio post-arrivo. I parlamentari dell’opposizione sostengono che la decisione del Ministero degli Esteri, presa all’inizio di quest’anno, di abolire la procedura di remostrazione (ricorso amministrativo) per i richiedenti visto respinti, abbia eliminato un importante filtro di sicurezza.
Gli esperti di sicurezza sottolineano che il sospetto ha ottenuto il visto prima che il Portale dei Servizi Consolari tedesco diventasse completamente digitale, nel gennaio 2025. Da allora, le domande vengono automaticamente incrociate con le banche dati di Europol e Interpol, ma i funzionari del ministero dell’Interno ammettono che il “deragliamento comportamentale” dopo l’arrivo rimane difficile da monitorare.
Il governo Merz sta ora valutando controlli obbligatori a metà percorso per i titolari di visto che passano dallo studio alla formazione professionale — proprio il percorso seguito dal sospetto di Magdeburgo. I datori di lavoro nel settore sanitario tedesco, già alle prese con una carenza di personale, temono che una burocrazia aggiuntiva possa scoraggiare i tirocinanti stranieri legittimi.
Consiglio pratico: le aziende che sponsorizzano tirocinanti o apprendisti provenienti da regioni ad alto rischio dovrebbero rivedere i processi di inserimento, offrire supporto per l’integrazione culturale e mantenere un dialogo costante con gli uffici immigrazione locali per individuare tempestivamente segnali di allarme. Secondo fonti interne, le future riforme sull’immigrazione potrebbero legare il rinnovo dei visti alla partecipazione a corsi di integrazione approvati dallo Stato, sotto la supervisione dei servizi di sicurezza.
Fonte: DIE ZEIT / dpa
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