
Il Ministero dell'Istruzione e della Cultura ha diffuso una bozza di legge che renderà significativamente più difficile per gli studenti non appartenenti all'UE ottenere o rinnovare il permesso di soggiorno a partire da agosto 2026. La proposta innalza il requisito minimo di sostentamento da 560 a 850 euro al mese, indicizzandolo all'inflazione, il che significa che i richiedenti dovranno dimostrare di avere circa 10.200 euro in fondi liquidi o borse di studio per un intero anno accademico.
Anche il ricongiungimento familiare sarà più restrittivo: i familiari potranno raggiungere lo studente solo dopo il primo anno accademico, dando così alle autorità il tempo di verificare la situazione finanziaria del richiedente principale. Al momento del rinnovo del permesso, gli studenti dovranno superare un esame base di finlandese o svedese (livello A1.2) entro 12 mesi dall’arrivo.
Le università temono che la clausola linguistica possa ridurre le iscrizioni da Asia e Africa, dove i corsi di finlandese sono scarsi. Le fondazioni che erogano borse di studio stanno valutando aumenti degli importi, mentre gli sponsor aziendali di programmi MBA e di formazione post-laurea potrebbero dover anticipare maggiori contributi per permettere ai candidati di superare la nuova soglia finanziaria.
Gli stakeholder hanno sei settimane per presentare osservazioni. La bozza riflette iniziative simili recenti nei Paesi Bassi e in Germania e segue una tendenza nordica più ampia che collega la migrazione studentesca all’autosufficienza economica e all’integrazione.
Implicazioni pratiche: i team dedicati alla mobilità dovrebbero aggiornare gli strumenti di budgeting pre-arrivo, informare i candidati del 2026 sull’aumento previsto e rivedere le politiche di supporto familiare per evitare sorprese spiacevoli durante il percorso di studi.
Anche il ricongiungimento familiare sarà più restrittivo: i familiari potranno raggiungere lo studente solo dopo il primo anno accademico, dando così alle autorità il tempo di verificare la situazione finanziaria del richiedente principale. Al momento del rinnovo del permesso, gli studenti dovranno superare un esame base di finlandese o svedese (livello A1.2) entro 12 mesi dall’arrivo.
Le università temono che la clausola linguistica possa ridurre le iscrizioni da Asia e Africa, dove i corsi di finlandese sono scarsi. Le fondazioni che erogano borse di studio stanno valutando aumenti degli importi, mentre gli sponsor aziendali di programmi MBA e di formazione post-laurea potrebbero dover anticipare maggiori contributi per permettere ai candidati di superare la nuova soglia finanziaria.
Gli stakeholder hanno sei settimane per presentare osservazioni. La bozza riflette iniziative simili recenti nei Paesi Bassi e in Germania e segue una tendenza nordica più ampia che collega la migrazione studentesca all’autosufficienza economica e all’integrazione.
Implicazioni pratiche: i team dedicati alla mobilità dovrebbero aggiornare gli strumenti di budgeting pre-arrivo, informare i candidati del 2026 sull’aumento previsto e rivedere le politiche di supporto familiare per evitare sorprese spiacevoli durante il percorso di studi.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News
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