
I viaggiatori che rinnovano il passaporto australiano pagheranno di più a partire dal primo gennaio, dopo che il governo federale ha confermato l’adeguamento annuale all’Indice dei Prezzi al Consumo (CPI). Il passaporto standard per adulti della durata di 10 anni aumenterà di 10 AU$ portandosi a 422 AU$, mentre i passaporti quinquennali per bambini e anziani saliranno di 5 AU$ a 213 AU$.
Il Dipartimento degli Affari Esteri e del Commercio (DFAT) spiega che l’aumento serve a coprire integralmente i costi operativi dei passaporti e si allinea all’andamento dell’IPC.
L’Australia già detiene il primato del documento di viaggio più costoso al mondo, e questo ultimo aumento rafforza ulteriormente tale posizione. Il DFAT sottolinea che la domanda resta alta: nel 2025 sono stati emessi oltre 2,1 milioni di passaporti, quindi i richiedenti sono invitati a prenotare per tempo l’appuntamento, per evitare il consueto picco di gennaio. Il servizio di elaborazione rapida (due giorni lavorativi) costa ancora 241 AU$, portando il passaporto adulto con procedura veloce a 663 AU$.
Per i responsabili della mobilità internazionale il tempismo è cruciale: il personale che viaggia dopo il 1° gennaio con passaporti in scadenza entro sei mesi dovrà pagare la tariffa maggiorata. I datori di lavoro che rimborsano le spese per i documenti potrebbero valutare di anticipare i rinnovi o rivedere i budget per le indennità giornaliere. I consulenti per l’immigrazione ricordano inoltre che alcuni Paesi — in particolare Cina e Emirati Arabi Uniti — richiedono una validità residua di almeno sette mesi all’arrivo, riducendo di fatto la durata utile del passaporto.
Oltre ai passaporti, le novità di gennaio includono un tetto permanente di 185.000 ingressi per la migrazione e un nuovo limite di 25 AU$ per le prescrizioni PBS, ulteriori segnali della strategia governativa di contenimento del costo della vita. Ma per i viaggiatori il messaggio è chiaro: dal 31 dicembre a mezzanotte, mettete in conto un extra di 10 AU$.
Il Dipartimento degli Affari Esteri e del Commercio (DFAT) spiega che l’aumento serve a coprire integralmente i costi operativi dei passaporti e si allinea all’andamento dell’IPC.
L’Australia già detiene il primato del documento di viaggio più costoso al mondo, e questo ultimo aumento rafforza ulteriormente tale posizione. Il DFAT sottolinea che la domanda resta alta: nel 2025 sono stati emessi oltre 2,1 milioni di passaporti, quindi i richiedenti sono invitati a prenotare per tempo l’appuntamento, per evitare il consueto picco di gennaio. Il servizio di elaborazione rapida (due giorni lavorativi) costa ancora 241 AU$, portando il passaporto adulto con procedura veloce a 663 AU$.
Per i responsabili della mobilità internazionale il tempismo è cruciale: il personale che viaggia dopo il 1° gennaio con passaporti in scadenza entro sei mesi dovrà pagare la tariffa maggiorata. I datori di lavoro che rimborsano le spese per i documenti potrebbero valutare di anticipare i rinnovi o rivedere i budget per le indennità giornaliere. I consulenti per l’immigrazione ricordano inoltre che alcuni Paesi — in particolare Cina e Emirati Arabi Uniti — richiedono una validità residua di almeno sette mesi all’arrivo, riducendo di fatto la durata utile del passaporto.
Oltre ai passaporti, le novità di gennaio includono un tetto permanente di 185.000 ingressi per la migrazione e un nuovo limite di 25 AU$ per le prescrizioni PBS, ulteriori segnali della strategia governativa di contenimento del costo della vita. Ma per i viaggiatori il messaggio è chiaro: dal 31 dicembre a mezzanotte, mettete in conto un extra di 10 AU$.
Fonte: ABC News
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