
Una viaggiatrice indiana è diventata virale dopo aver rivelato che lei e suo marito hanno perso quasi ₹1 lakh (circa 18.000 dollari australiani) a causa del rifiuto, per ben due volte, della domanda di visto di transito australiano di lui, compromettendo una vacanza in Nuova Zelanda pianificata da tempo. Nonostante avessero itinerari e documenti identici, solo il suo visto è stato approvato; quello di lui è stato respinto senza spiegazioni dettagliate.
Poiché i biglietti aerei — con scalo a Sydney di oltre otto ore — erano non rimborsabili, la coppia ha perso l’intero importo. In un video molto condiviso su Instagram, la donna ha esortato i viaggiatori a considerare il visto di transito di sottoclasse 771 “con la stessa serietà di un visto turistico completo” e a evitare scali in Australia a meno che non siano strettamente necessari.
Il video ha scatenato centinaia di testimonianze simili: alcuni utenti hanno consigliato di cambiare rotta passando per Singapore o Abu Dhabi, mentre altri hanno ottenuto successo inviando ulteriori prove via email all’ufficio visti invece di ripresentare la domanda. Gli agenti dell’immigrazione segnalano che i tassi di rifiuto per la sottoclasse 771 sono aumentati da maggio, quando il Dipartimento degli Affari Interni ha inasprito i controlli per limitare i soggiorni oltre il permesso.
Per compagnie aeree e organizzatori di viaggi aziendali, l’episodio rappresenta un monito importante: gli itinerari con scalo in Australia superiori a otto ore richiedono automaticamente un visto di transito per la maggior parte delle nazionalità, e l’approvazione può richiedere fino a 20 giorni. Le aziende dovrebbero prevedere tempi di margine nelle prenotazioni o scegliere hub alternativi.
Il Dipartimento degli Affari Interni ha rifiutato di commentare casi specifici, affermando che tutte le decisioni sono prese “in base a criteri legislativi e valutazioni di sicurezza”. Le associazioni di settore chiedono indicazioni più chiare per ridurre i disagi dell’ultimo minuto.
Poiché i biglietti aerei — con scalo a Sydney di oltre otto ore — erano non rimborsabili, la coppia ha perso l’intero importo. In un video molto condiviso su Instagram, la donna ha esortato i viaggiatori a considerare il visto di transito di sottoclasse 771 “con la stessa serietà di un visto turistico completo” e a evitare scali in Australia a meno che non siano strettamente necessari.
Il video ha scatenato centinaia di testimonianze simili: alcuni utenti hanno consigliato di cambiare rotta passando per Singapore o Abu Dhabi, mentre altri hanno ottenuto successo inviando ulteriori prove via email all’ufficio visti invece di ripresentare la domanda. Gli agenti dell’immigrazione segnalano che i tassi di rifiuto per la sottoclasse 771 sono aumentati da maggio, quando il Dipartimento degli Affari Interni ha inasprito i controlli per limitare i soggiorni oltre il permesso.
Per compagnie aeree e organizzatori di viaggi aziendali, l’episodio rappresenta un monito importante: gli itinerari con scalo in Australia superiori a otto ore richiedono automaticamente un visto di transito per la maggior parte delle nazionalità, e l’approvazione può richiedere fino a 20 giorni. Le aziende dovrebbero prevedere tempi di margine nelle prenotazioni o scegliere hub alternativi.
Il Dipartimento degli Affari Interni ha rifiutato di commentare casi specifici, affermando che tutte le decisioni sono prese “in base a criteri legislativi e valutazioni di sicurezza”. Le associazioni di settore chiedono indicazioni più chiare per ridurre i disagi dell’ultimo minuto.
Fonte: Hindustan Times
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