
Un jet charter con a bordo 124 cittadini brasiliani deportati è atterrato a Belo Horizonte/Confins poco prima della mezzanotte del 31 dicembre, chiudendo un anno che ha visto 37 voli di rimpatrio e 3.012 rientri nell’ambito del programma di espulsione accelerata di Washington. I dati – diffusi il 3 gennaio dalla task force interministeriale brasiliana "Aqui é Brasil" – segnano un aumento dell’88% rispetto al 2024.
All’arrivo, i passeggeri hanno attraversato un corridoio di accoglienza gestito dai Ministeri dei Diritti Umani, della Salute, della Giustizia e dello Sviluppo Sociale, insieme all’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni. Hanno ricevuto controlli medici, pasti caldi, voucher per i trasferimenti successivi e l’iscrizione immediata ai benefici di assistenza sociale. La Polizia Federale ha rimosso le manette a bordo dell’aereo e ha effettuato la verifica biometrica prima di rilasciare documenti di viaggio temporanei.
L’aumento riflette un inasprimento dei controlli al confine sud degli Stati Uniti, in seguito agli ordini esecutivi del presidente Donald Trump del 2025. Avvocati brasiliani specializzati in immigrazione segnalano un numero crescente di famiglie che preferiscono il rientro volontario piuttosto che rischiare la detenzione. Per i datori di lavoro, questa tendenza sta creando una platea di lavoratori con esperienza negli USA ma con documentazione limitata; i team HR dovrebbero verificare attentamente l’idoneità all’impiego, poiché molti rientrati non dispongono di CPF e tessere lavorative aggiornate.
Nel frattempo, Brasilia ha intensificato il dialogo con Washington per ottenere tempi di notifica più lunghi prima dei voli di rimpatrio e un migliore accesso per il personale consolare. Gli analisti prevedono oltre 40 voli nel 2026, a meno di cambiamenti nella politica statunitense, quindi i fornitori di servizi nelle regioni di Minas Gerais e Ceará si preparano a una domanda continua di accoglienza d’emergenza e supporto per l’inserimento lavorativo.
All’arrivo, i passeggeri hanno attraversato un corridoio di accoglienza gestito dai Ministeri dei Diritti Umani, della Salute, della Giustizia e dello Sviluppo Sociale, insieme all’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni. Hanno ricevuto controlli medici, pasti caldi, voucher per i trasferimenti successivi e l’iscrizione immediata ai benefici di assistenza sociale. La Polizia Federale ha rimosso le manette a bordo dell’aereo e ha effettuato la verifica biometrica prima di rilasciare documenti di viaggio temporanei.
L’aumento riflette un inasprimento dei controlli al confine sud degli Stati Uniti, in seguito agli ordini esecutivi del presidente Donald Trump del 2025. Avvocati brasiliani specializzati in immigrazione segnalano un numero crescente di famiglie che preferiscono il rientro volontario piuttosto che rischiare la detenzione. Per i datori di lavoro, questa tendenza sta creando una platea di lavoratori con esperienza negli USA ma con documentazione limitata; i team HR dovrebbero verificare attentamente l’idoneità all’impiego, poiché molti rientrati non dispongono di CPF e tessere lavorative aggiornate.
Nel frattempo, Brasilia ha intensificato il dialogo con Washington per ottenere tempi di notifica più lunghi prima dei voli di rimpatrio e un migliore accesso per il personale consolare. Gli analisti prevedono oltre 40 voli nel 2026, a meno di cambiamenti nella politica statunitense, quindi i fornitori di servizi nelle regioni di Minas Gerais e Ceará si preparano a una domanda continua di accoglienza d’emergenza e supporto per l’inserimento lavorativo.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News
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