Gli Stati Uniti bloccano l'elaborazione dei visti per immigrati brasiliani
Il Consiglio UE approva l'accordo Mercosur, promettendo viaggi d'affari più rapidi tra Brasile ed Europa
Brazil Compliance Watch: nessun cambiamento normativo improvviso, ma tre scadenze si avvicinano
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Gli Stati Uniti bloccano i visti per immigrati per brasiliani e altre 74 nazionalità
A partire dal 21 gennaio 2026, Washington sospenderà il rilascio di visti per immigrati a richiedenti provenienti da 75 paesi, tra cui il Brasile. Il blocco interrompe le nuove richieste di green card e le petizioni familiari, costringendo le aziende brasiliane a rivedere i piani di assegnazione negli Stati Uniti e aumentando gli oneri di conformità per i lavoratori già presenti in America. Perché è importante: gli Stati Uniti rappresentano la seconda destinazione più importante per i lavoratori brasiliani inviati all’estero, quindi la sospensione interrompe i flussi di talenti e impone alle multinazionali la necessità di pianificare con urgenza soluzioni alternative.
Il Consiglio UE approva l'accordo Mercosur, aprendo la strada a viaggi d'affari più agevoli tra Brasile ed Europa
Il 14 gennaio il Consiglio dell'UE ha approvato l'Accordo di Associazione UE-Mercosur, portando l'intesa alla fase finale di ratifica. Oltre agli scambi commerciali, l'accordo introduce procedure semplificate per visti e permessi di lavoro per viaggiatori d'affari a breve termine e trasferimenti intra-aziendali tra Brasile e Stati membri dell'UE, garantendo una più rapida realizzazione dei progetti e costi di conformità ridotti per le multinazionali.
Il bollettino quotidiano "Compliance Watch" conferma nessuna nuova modifica ai visti o alle frontiere brasiliane, ma segnala scadenze importanti
Un bollettino del 14 gennaio di VisaHQ segnala “nessuna novità” sulle normative brasiliane per visti o frontiere nell’ultimo giorno, ma evidenzia scadenze imminenti per la conformità, tra cui il passaggio al sistema gov.br previsto per il 31 gennaio e il ritorno dei visti per visitatori da Stati Uniti, Canada e Australia a partire dal 10 aprile. L’allerta supporta i responsabili della mobilità nel documentare i controlli normativi e prepararsi ai cambiamenti imminenti.