
La redazione internazionale di Cibercuba segnala che le due strategie della Commissione Europea—una sui visti e l’altra sulla migrazione irregolare—prevedono esplicitamente margini per le amnistie nazionali, citando la prossima regolarizzazione in Spagna come esempio di sovranità nazionale. La Commissione punta a digitalizzare i documenti di viaggio, introdurre visti “talento” con ingressi multipli e automatizzare i controlli pre-partenza per i viaggiatori senza visto.
Per la Spagna, l’attenzione agli strumenti digitali di frontiera si integra con l’implementazione in corso del Sistema di Entrata/Uscita a Barajas e Málaga. I vettori che operano verso la Spagna devono aspettarsi requisiti più stringenti di informazioni anticipate sui passeggeri (API) con l’attivazione dei chioschi biometrici.
Il piano indica inoltre che le esenzioni dal visto per i paesi latinoamericani—fondamentali per il turismo spagnolo e i flussi di ricongiungimento familiare—saranno soggette a un monitoraggio più rigoroso delle permanenze oltre il termine, ma difficilmente verranno eliminate. Gli operatori turistici spagnoli che puntano su Argentina, Messico e Colombia dovrebbero però prevedere possibili limiti stagionali in caso di picchi nelle permanenze irregolari.
Poiché la Commissione collega condizioni favorevoli per i visti a accordi sulla migrazione lavorativa, Madrid potrebbe sfruttare il suo attuale programma di migrazione circolare GECCO con il Marocco per ottenere una priorità nelle procedure per i lavoratori agricoli, stabilizzando così l’offerta di manodopera per le raccolte.
Sebbene la strategia debba ancora essere approvata dal Consiglio Europeo, i funzionari di Madrid hanno accolto il documento come la prova che le regolarizzazioni nazionali possono convivere con un controllo più rigoroso delle frontiere esterne—un messaggio destinato a emergere nei dibattiti interni sul prossimo decreto.
Per la Spagna, l’attenzione agli strumenti digitali di frontiera si integra con l’implementazione in corso del Sistema di Entrata/Uscita a Barajas e Málaga. I vettori che operano verso la Spagna devono aspettarsi requisiti più stringenti di informazioni anticipate sui passeggeri (API) con l’attivazione dei chioschi biometrici.
Il piano indica inoltre che le esenzioni dal visto per i paesi latinoamericani—fondamentali per il turismo spagnolo e i flussi di ricongiungimento familiare—saranno soggette a un monitoraggio più rigoroso delle permanenze oltre il termine, ma difficilmente verranno eliminate. Gli operatori turistici spagnoli che puntano su Argentina, Messico e Colombia dovrebbero però prevedere possibili limiti stagionali in caso di picchi nelle permanenze irregolari.
Poiché la Commissione collega condizioni favorevoli per i visti a accordi sulla migrazione lavorativa, Madrid potrebbe sfruttare il suo attuale programma di migrazione circolare GECCO con il Marocco per ottenere una priorità nelle procedure per i lavoratori agricoli, stabilizzando così l’offerta di manodopera per le raccolte.
Sebbene la strategia debba ancora essere approvata dal Consiglio Europeo, i funzionari di Madrid hanno accolto il documento come la prova che le regolarizzazioni nazionali possono convivere con un controllo più rigoroso delle frontiere esterne—un messaggio destinato a emergere nei dibattiti interni sul prossimo decreto.
Fonte: Cibercuba