
L’Australia non inasprirà i protocolli sanitari alle frontiere dopo che l’India ha confermato due casi umani del letale virus Nipah nel Bengala Occidentale questa settimana. Il Ministro della Salute federale, Mark Butler, ha dichiarato a ABC Radio il 30 gennaio che il Capo Ufficiale Medico ha consigliato che, al momento, non sono necessarie misure aggiuntive come controlli all’uscita, dichiarazioni sanitarie a bordo o quarantene nei punti di ingresso australiani.
Il Nipah, una malattia zoonotica trasmessa dai pipistrelli con un tasso di mortalità fino al 75%, non è mai stato rilevato in Australia, ma la sua elevata letalità fa sì che anche singoli casi attirino l’attenzione globale. Diversi paesi asiatici vicini, tra cui Singapore e Malesia, hanno intensificato i controlli termici sui voli provenienti da Calcutta. L’Australia si affiderà invece al quadro normativo esistente del Biosecurity Act, che autorizza il personale di frontiera a identificare i passeggeri sintomatici e indirizzarli a valutazioni mediche.
Le compagnie aeree che operano sulla trafficata rotta India–Australia (attualmente 55 voli settimanali) sono state informate di continuare con gli annunci standard in cabina e di segnalare eventuali viaggiatori malati prima dell’atterraggio. I responsabili dei viaggi aziendali sono invitati a rivedere i piani di duty of care, inclusi i protocolli di isolamento rapido per i dipendenti in transito attraverso il Sud Asia, e a verificare che le polizze assicurative coprano malattie infettive ad alto rischio.
Le autorità sanitarie hanno sottolineato che il rischio per la popolazione australiana rimane “molto basso”, ma hanno consigliato alle aziende con operazioni fly-in-fly-out in India di monitorare attentamente gli sviluppi locali. In caso di ampliamento dell’epidemia, il Comitato Principale per la Protezione della Salute Australiana potrebbe raccomandare test pre-partenza o avvisi di viaggio mirati, misure che avrebbero impatti diretti sui programmi di mobilità e sulle tempistiche delle missioni.
Il Nipah, una malattia zoonotica trasmessa dai pipistrelli con un tasso di mortalità fino al 75%, non è mai stato rilevato in Australia, ma la sua elevata letalità fa sì che anche singoli casi attirino l’attenzione globale. Diversi paesi asiatici vicini, tra cui Singapore e Malesia, hanno intensificato i controlli termici sui voli provenienti da Calcutta. L’Australia si affiderà invece al quadro normativo esistente del Biosecurity Act, che autorizza il personale di frontiera a identificare i passeggeri sintomatici e indirizzarli a valutazioni mediche.
Le compagnie aeree che operano sulla trafficata rotta India–Australia (attualmente 55 voli settimanali) sono state informate di continuare con gli annunci standard in cabina e di segnalare eventuali viaggiatori malati prima dell’atterraggio. I responsabili dei viaggi aziendali sono invitati a rivedere i piani di duty of care, inclusi i protocolli di isolamento rapido per i dipendenti in transito attraverso il Sud Asia, e a verificare che le polizze assicurative coprano malattie infettive ad alto rischio.
Le autorità sanitarie hanno sottolineato che il rischio per la popolazione australiana rimane “molto basso”, ma hanno consigliato alle aziende con operazioni fly-in-fly-out in India di monitorare attentamente gli sviluppi locali. In caso di ampliamento dell’epidemia, il Comitato Principale per la Protezione della Salute Australiana potrebbe raccomandare test pre-partenza o avvisi di viaggio mirati, misure che avrebbero impatti diretti sui programmi di mobilità e sulle tempistiche delle missioni.
Fonte: ABC News
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