
Il Brasile ha compiuto un passo importante per rilanciare il turismo in entrata, concedendo l’accesso senza visto per soggiorni brevi ai titolari di passaporto ordinario provenienti da Cina, Danimarca, Francia, Ungheria, Irlanda, Giamaica, Santa Lucia e Bahamas. Secondo un comunicato del Ministero degli Affari Esteri, l’esenzione è entrata in vigore il 24 febbraio 2026 e consente un soggiorno iniziale di 30 giorni, prorogabile localmente fino a un massimo di 90 giorni complessivi entro un periodo di 12 mesi.
Questo nuovo regime rappresenta la liberalizzazione più significativa della politica d’ingresso brasiliana dagli anni in cui, in vista delle Olimpiadi del 2016, erano stati sospesi i requisiti di visto per turisti provenienti da Stati Uniti, Canada e Australia. A differenza di quella precedente misura, revocata nel 2025 per motivi di reciprocità, l’esenzione del 2026 è pensata principalmente come stimolo economico. L’ente turistico Embratur prevede fino a 350 milioni di dollari di spesa aggiuntiva da parte dei visitatori nel corso dell’anno, con il segmento MICE (meeting, incentive, conference, exhibition) che dovrebbe rappresentare quasi un terzo del totale.
Operatori del settore aereo e dell’ospitalità stanno già reagendo: LATAM e Air China hanno annunciato frequenze aggiuntive sulle rotte San Paolo–Pechino e Rio–Parigi a partire da giugno, mentre le principali catene alberghiere stanno introducendo servizi in lingua cinese e pacchetti turistici dedicati ai Caraibi.
I responsabili dei viaggi aziendali devono tenere presente che l’esenzione si applica solo a incontri di lavoro, conferenze e turismo; il lavoro retribuito continua a richiedere il normale iter per il visto temporaneo, con autorizzazione preventiva del Ministero della Giustizia e della Polizia Federale. Dal punto di vista della conformità, i datori di lavoro che inviano team con nazionalità miste devono verificare l’idoneità individuale, assicurarsi che i passaporti siano validi per almeno sei mesi e ricordare ai viaggiatori che gli agenti della Polizia Federale possono richiedere prova di viaggio di ritorno e fondi sufficienti. Le permanenze oltre il termine previsto sono soggette a multe giornaliere e possibili divieti di rientro.
Nonostante ciò, gli esperti di mobilità vedono questa misura come un segnale forte della volontà di Brasilia di utilizzare la politica dei visti in modo proattivo per intercettare la domanda post-pandemica e diversificare i mercati di provenienza oltre Mercosur e Nord America. Guardando al futuro, le autorità hanno anticipato che sono allo studio ulteriori esenzioni unilaterali, in particolare per paesi del Golfo e del Sud-est asiatico che hanno investito massicciamente in progetti energetici e infrastrutturali brasiliani. Se attuate, queste modifiche potrebbero consolidare il ruolo del Brasile come l’economia più aperta del Sud America per viaggi d’affari e di piacere a breve termine.
Questo nuovo regime rappresenta la liberalizzazione più significativa della politica d’ingresso brasiliana dagli anni in cui, in vista delle Olimpiadi del 2016, erano stati sospesi i requisiti di visto per turisti provenienti da Stati Uniti, Canada e Australia. A differenza di quella precedente misura, revocata nel 2025 per motivi di reciprocità, l’esenzione del 2026 è pensata principalmente come stimolo economico. L’ente turistico Embratur prevede fino a 350 milioni di dollari di spesa aggiuntiva da parte dei visitatori nel corso dell’anno, con il segmento MICE (meeting, incentive, conference, exhibition) che dovrebbe rappresentare quasi un terzo del totale.
Operatori del settore aereo e dell’ospitalità stanno già reagendo: LATAM e Air China hanno annunciato frequenze aggiuntive sulle rotte San Paolo–Pechino e Rio–Parigi a partire da giugno, mentre le principali catene alberghiere stanno introducendo servizi in lingua cinese e pacchetti turistici dedicati ai Caraibi.
I responsabili dei viaggi aziendali devono tenere presente che l’esenzione si applica solo a incontri di lavoro, conferenze e turismo; il lavoro retribuito continua a richiedere il normale iter per il visto temporaneo, con autorizzazione preventiva del Ministero della Giustizia e della Polizia Federale. Dal punto di vista della conformità, i datori di lavoro che inviano team con nazionalità miste devono verificare l’idoneità individuale, assicurarsi che i passaporti siano validi per almeno sei mesi e ricordare ai viaggiatori che gli agenti della Polizia Federale possono richiedere prova di viaggio di ritorno e fondi sufficienti. Le permanenze oltre il termine previsto sono soggette a multe giornaliere e possibili divieti di rientro.
Nonostante ciò, gli esperti di mobilità vedono questa misura come un segnale forte della volontà di Brasilia di utilizzare la politica dei visti in modo proattivo per intercettare la domanda post-pandemica e diversificare i mercati di provenienza oltre Mercosur e Nord America. Guardando al futuro, le autorità hanno anticipato che sono allo studio ulteriori esenzioni unilaterali, in particolare per paesi del Golfo e del Sud-est asiatico che hanno investito massicciamente in progetti energetici e infrastrutturali brasiliani. Se attuate, queste modifiche potrebbero consolidare il ruolo del Brasile come l’economia più aperta del Sud America per viaggi d’affari e di piacere a breve termine.
Fonte: Travel And Tour World
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