
In un bollettino separato pubblicato il 19 aprile, il Ministero degli Affari Esteri finlandese ha aggiornato le sue raccomandazioni per l’Eritrea, passando da “normale cautela” a “massima cautela”, citando una ripresa delle attività militari lungo i confini eritrei con Etiopia, Sudan e Gibuti. L’avviso invita esplicitamente i cittadini finlandesi a evitare qualsiasi viaggio nelle zone di confine e segnala rischi persistenti di terrorismo e la presenza diffusa di mine terrestri.
Il cambiamento segue le segnalazioni dell’ambasciata finlandese ad Addis Abeba, che ha riferito di chiusure intermittenti di posti di blocco lungo l’autostrada Eritrea–Etiopia a fine marzo. Sebbene in Eritrea risiedano stabilmente solo pochi finlandesi, principalmente personale di cooperazione allo sviluppo e tecnici satellitari marittimi, il Ministero sottolinea che l’assistenza consolare è molto limitata, dato che la Finlandia non ha una missione diplomatica ad Asmara. Svedesi e finlandesi si affidano normalmente ai partner UE, ma diverse ambasciate hanno ridotto il personale quest’anno a causa della situazione di sicurezza instabile.
Per i programmi di mobilità internazionale, la nuova classificazione implica che ogni missione in Eritrea richiede ora una deroga per viaggi ad alto rischio secondo la maggior parte delle politiche aziendali. I premi assicurativi potrebbero aumentare e alcuni assicuratori richiederanno prove di contratti per trasporti terrestri sicuri e registri giornalieri degli spostamenti. I datori di lavoro devono inoltre verificare che i fornitori di evacuazione possano operare nello spazio aereo eritreo, che viene periodicamente chiuso senza preavviso.
Le procedure di ingresso restano complesse: i visti per affari devono essere ottenuti prima della partenza e i viaggi fuori da Asmara richiedono permessi separati, la cui elaborazione può richiedere settimane. Il Ministero ricorda ai viaggiatori che i telefoni satellitari sono strettamente controllati e che fotografare edifici governativi o siti militari può comportare l’arresto.
Le organizzazioni finlandesi con progetti umanitari o infrastrutturali in Eritrea dovrebbero rivedere i protocolli di responsabilità, aggiornare le procedure di comunicazione d’emergenza e assicurarsi che il personale registri la propria presenza tramite il portale matkustusilmoitus.fi del Ministero, per evitare ritardi in eventuali operazioni di evacuazione future.
Il cambiamento segue le segnalazioni dell’ambasciata finlandese ad Addis Abeba, che ha riferito di chiusure intermittenti di posti di blocco lungo l’autostrada Eritrea–Etiopia a fine marzo. Sebbene in Eritrea risiedano stabilmente solo pochi finlandesi, principalmente personale di cooperazione allo sviluppo e tecnici satellitari marittimi, il Ministero sottolinea che l’assistenza consolare è molto limitata, dato che la Finlandia non ha una missione diplomatica ad Asmara. Svedesi e finlandesi si affidano normalmente ai partner UE, ma diverse ambasciate hanno ridotto il personale quest’anno a causa della situazione di sicurezza instabile.
Per i programmi di mobilità internazionale, la nuova classificazione implica che ogni missione in Eritrea richiede ora una deroga per viaggi ad alto rischio secondo la maggior parte delle politiche aziendali. I premi assicurativi potrebbero aumentare e alcuni assicuratori richiederanno prove di contratti per trasporti terrestri sicuri e registri giornalieri degli spostamenti. I datori di lavoro devono inoltre verificare che i fornitori di evacuazione possano operare nello spazio aereo eritreo, che viene periodicamente chiuso senza preavviso.
Le procedure di ingresso restano complesse: i visti per affari devono essere ottenuti prima della partenza e i viaggi fuori da Asmara richiedono permessi separati, la cui elaborazione può richiedere settimane. Il Ministero ricorda ai viaggiatori che i telefoni satellitari sono strettamente controllati e che fotografare edifici governativi o siti militari può comportare l’arresto.
Le organizzazioni finlandesi con progetti umanitari o infrastrutturali in Eritrea dovrebbero rivedere i protocolli di responsabilità, aggiornare le procedure di comunicazione d’emergenza e assicurarsi che il personale registri la propria presenza tramite il portale matkustusilmoitus.fi del Ministero, per evitare ritardi in eventuali operazioni di evacuazione future.
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