
Il Comitato di Gabinetto irlandese per l’Ucraina ha deciso di non rinnovare i contratti di alloggio commerciale—principalmente hotel e pensioni—stipulati rapidamente tra il 2022 e il 2024 per ospitare le persone in fuga dall’invasione russa. La decisione, presa durante una riunione all’alba del 28 aprile, riguarda oltre 18.000 beneficiari ucraini della Protezione Temporanea attualmente sistemati in circa 220 strutture gestite privatamente. Il Ministro junior della Giustizia, Colm Brophy, ha spiegato che la misura mira a “ripristinare la sostenibilità” della risposta ai rifugiati e a ridurre il costo annuale di 1,7 miliardi di euro per gli alloggi a breve termine.
Da questo autunno, agli ucraini con contratti in scadenza verranno offerte soluzioni abitative in villaggi modulari di proprietà statale, alloggi gestiti dalle autorità locali o, dove possibile, supporto per trovare affitti privati. La priorità sarà data alle famiglie con bambini in età scolare per minimizzare le interruzioni nel percorso educativo.
I datori di lavoro con personale ucraino titolare di permessi per competenze critiche sono invitati a pianificare con anticipo: i lavoratori che perderanno l’alloggio in hotel potrebbero necessitare di assistenza per il trasferimento e di permessi aggiuntivi per trovare una sistemazione a lungo termine, con possibili ripercussioni sui tempi dei progetti. I team HR dovranno inoltre monitorare le prossime linee guida del Dipartimento della Protezione Sociale sui contributi per l’affitto, attese per il mese prossimo.
La decisione arriva in un contesto di crescente pressione politica sui costi degli alloggi d’emergenza e preoccupazioni sul fatto che l’attuale modello ostacoli l’integrazione. Le associazioni imprenditoriali sostengono in generale il cambiamento, sostenendo che una sistemazione stabile e l’accesso al mercato del lavoro miglioreranno i tassi di partecipazione, attualmente solo del 32% tra gli ucraini in età lavorativa. Le ONG, invece, mettono in guardia su un possibile aumento della senzatetto se gli obiettivi per le abitazioni modulari non verranno rispettati.
Il Governo assicura che entro dicembre saranno consegnate 2.500 unità modulari, grazie a una deroga rapida per la pianificazione e contratti già firmati per la fornitura prefabbricata. Il Dipartimento di Giustizia avvierà inoltre un servizio pilota di coordinamento “move-on” per abbinare i rifugiati a case private libere fuori dai principali centri urbani, offrendo incentivi ai proprietari che aderiranno.
Da questo autunno, agli ucraini con contratti in scadenza verranno offerte soluzioni abitative in villaggi modulari di proprietà statale, alloggi gestiti dalle autorità locali o, dove possibile, supporto per trovare affitti privati. La priorità sarà data alle famiglie con bambini in età scolare per minimizzare le interruzioni nel percorso educativo.
I datori di lavoro con personale ucraino titolare di permessi per competenze critiche sono invitati a pianificare con anticipo: i lavoratori che perderanno l’alloggio in hotel potrebbero necessitare di assistenza per il trasferimento e di permessi aggiuntivi per trovare una sistemazione a lungo termine, con possibili ripercussioni sui tempi dei progetti. I team HR dovranno inoltre monitorare le prossime linee guida del Dipartimento della Protezione Sociale sui contributi per l’affitto, attese per il mese prossimo.
La decisione arriva in un contesto di crescente pressione politica sui costi degli alloggi d’emergenza e preoccupazioni sul fatto che l’attuale modello ostacoli l’integrazione. Le associazioni imprenditoriali sostengono in generale il cambiamento, sostenendo che una sistemazione stabile e l’accesso al mercato del lavoro miglioreranno i tassi di partecipazione, attualmente solo del 32% tra gli ucraini in età lavorativa. Le ONG, invece, mettono in guardia su un possibile aumento della senzatetto se gli obiettivi per le abitazioni modulari non verranno rispettati.
Il Governo assicura che entro dicembre saranno consegnate 2.500 unità modulari, grazie a una deroga rapida per la pianificazione e contratti già firmati per la fornitura prefabbricata. Il Dipartimento di Giustizia avvierà inoltre un servizio pilota di coordinamento “move-on” per abbinare i rifugiati a case private libere fuori dai principali centri urbani, offrendo incentivi ai proprietari che aderiranno.
Fonte: Irish Independent
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