
L'Irlanda ha completato la riforma più radicale del suo sistema di asilo degli ultimi dieci anni, dopo che la presidente Catherine Connolly ha firmato il 23 aprile in tarda serata la Legge sulla Protezione Internazionale 2026. La nuova normativa recepisce elementi chiave del Patto UE su Migrazione e Asilo, che l’Unione intende estendere a tutti gli Stati membri prima della prossima alta stagione turistica.
La legge introduce uno screening obbligatorio “pre-ingresso” nei porti e aeroporti, sostituendo l’attuale modello di colloqui ad hoc con un questionario unico a livello UE e la raccolta biometrica. I richiedenti saranno indirizzati entro tre giorni a procedure accelerate o estese, con i casi considerati “chiaramente infondati” risolti in appena quattro settimane. Le autorità irlandesi potranno inoltre rimandare i migranti al primo Paese UE di ingresso grazie a norme rafforzate del regolamento Dublino III, un’opzione finora poco utilizzata a causa di ostacoli legali e limiti di capacità.
Per datori di lavoro e università, la novità più rilevante è il nuovo permesso “Status Protetto nel Lavoro” (PSE) della durata di 12 mesi, che consente ai richiedenti asilo, dopo i controlli di sicurezza, di lavorare durante l’esame della loro domanda. Rimangono valide le attuali procedure per il permesso Stamp 4, ma ora sarà necessario dimostrare di aver prima seguito il percorso PSE. Aziende che pianificano tirocini estivi o incarichi brevi dovranno quindi rivedere i tempi di inserimento.
Le reazioni della società civile sono state contrastanti. La Commissione Irlandese per i Diritti Umani e l’Uguaglianza ha avvertito che i tempi ridotti potrebbero “anticipare i rifiuti e aumentare i contenziosi”, mentre la lobby imprenditoriale IBEC ha accolto con favore la chiarezza offerta dal nuovo permesso PSE per la gestione dei talenti. Il Ministero della Giustizia stima che la legge ridurrà i tempi medi di decisione da 17 a 7 mesi, alleggerendo la pressione sul bilancio da 1,6 miliardi di euro per l’accoglienza temporanea e offrendo alle comunità locali date di uscita più prevedibili per i residenti nei centri di accoglienza.
Consigli pratici per i responsabili della mobilità internazionale: verificare i casi di trasferimento basati sulle vecchie lettere discrezionali di permesso di lavoro e prepararsi a emettere contratti aggiornati che facciano riferimento al sistema PSE. I team HR dovranno inoltre prevedere un appuntamento aggiuntivo per la raccolta biometrica dei nuovi assegnati provenienti da paesi extra-UE, poiché i vettori saranno responsabili del rifiuto all’imbarco per passeggeri privi di prova dello screening pre-ingresso completato.
La legge introduce uno screening obbligatorio “pre-ingresso” nei porti e aeroporti, sostituendo l’attuale modello di colloqui ad hoc con un questionario unico a livello UE e la raccolta biometrica. I richiedenti saranno indirizzati entro tre giorni a procedure accelerate o estese, con i casi considerati “chiaramente infondati” risolti in appena quattro settimane. Le autorità irlandesi potranno inoltre rimandare i migranti al primo Paese UE di ingresso grazie a norme rafforzate del regolamento Dublino III, un’opzione finora poco utilizzata a causa di ostacoli legali e limiti di capacità.
Per datori di lavoro e università, la novità più rilevante è il nuovo permesso “Status Protetto nel Lavoro” (PSE) della durata di 12 mesi, che consente ai richiedenti asilo, dopo i controlli di sicurezza, di lavorare durante l’esame della loro domanda. Rimangono valide le attuali procedure per il permesso Stamp 4, ma ora sarà necessario dimostrare di aver prima seguito il percorso PSE. Aziende che pianificano tirocini estivi o incarichi brevi dovranno quindi rivedere i tempi di inserimento.
Le reazioni della società civile sono state contrastanti. La Commissione Irlandese per i Diritti Umani e l’Uguaglianza ha avvertito che i tempi ridotti potrebbero “anticipare i rifiuti e aumentare i contenziosi”, mentre la lobby imprenditoriale IBEC ha accolto con favore la chiarezza offerta dal nuovo permesso PSE per la gestione dei talenti. Il Ministero della Giustizia stima che la legge ridurrà i tempi medi di decisione da 17 a 7 mesi, alleggerendo la pressione sul bilancio da 1,6 miliardi di euro per l’accoglienza temporanea e offrendo alle comunità locali date di uscita più prevedibili per i residenti nei centri di accoglienza.
Consigli pratici per i responsabili della mobilità internazionale: verificare i casi di trasferimento basati sulle vecchie lettere discrezionali di permesso di lavoro e prepararsi a emettere contratti aggiornati che facciano riferimento al sistema PSE. I team HR dovranno inoltre prevedere un appuntamento aggiuntivo per la raccolta biometrica dei nuovi assegnati provenienti da paesi extra-UE, poiché i vettori saranno responsabili del rifiuto all’imbarco per passeggeri privi di prova dello screening pre-ingresso completato.
Fonte: The Irish Times
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