
Il settore dell’istruzione internazionale in Australia ha subito un brusco risveglio il 4 maggio 2026, quando nuovi dati del Dipartimento degli Affari Interni (DHA), diffusi da vari media, hanno rivelato che a marzo è stata approvata solo il 59% delle domande di visto studentesco per l’istruzione superiore presentate dall’estero. Per i cittadini indiani il tasso è sceso al 49%, mentre per gli studenti nepalesi è crollato al 27%. Questi dati confermano un drastico cambio di rotta nella politica del governo Albanese, che solo un anno fa aveva ridotto i pesi di rischio per i mercati del Sud Asia per incentivare le iscrizioni.
Secondo un’analisi pubblicata da MacroBusiness, la svolta è motivata da preoccupazioni legate all’integrità, che spaziano da dichiarazioni finanziarie false a documenti accademici contraffatti, oltre a una crescente pressione politica per limitare la migrazione netta dall’estero. I paesi del Sud Asia sono stati riclassificati a Livello di Evidenza 3 all’inizio di quest’anno, con conseguenti requisiti documentali più severi e tempi di elaborazione più lunghi. Contemporaneamente, la tassa per la domanda del visto post-studio Temporary Graduate (sottoclasse 485) è raddoppiata da un giorno all’altro, raggiungendo i 4.600 dollari australiani, diventando così il visto post-studio più costoso al mondo.
Questa stretta sta già modificando le strategie di reclutamento delle università. I responsabili delle ammissioni riferiscono di orientarsi verso mercati a rischio più basso come Cina e Indonesia, mentre intensificano i controlli sugli agenti in India, Bhutan, Vietnam e Nepal. I consulenti avvertono che alcune università regionali, che dipendono dalle iscrizioni indiane per fino al 60% delle entrate da tasse, potrebbero affrontare carenze di bilancio nel secondo semestre. Anche le aziende che contano sui titolari di visto per laureati come forza lavoro entry-level devono prepararsi a possibili carenze. Gli avvocati specializzati in migrazione suggeriscono ai datori di lavoro di anticipare la ricerca di talenti attraverso vie sponsorizzate, come i nuovi flussi di visto Skills-in-Demand, o di rivedere i piani di assunzione interna.
Nel frattempo, l’associazione di categoria Universities Australia sollecita il governo a fornire un piano chiaro e a lungo termine, così da permettere alle istituzioni di ricalibrare le spese di marketing senza passare da periodi di boom a crisi improvvise. Per gli studenti potenziali il messaggio è chiaro: preparatevi a requisiti molto più severi per il livello di inglese, prove finanziarie e controlli di integrità, e non date per scontato che il percorso verso il visto per laureati rimanga automatico. Non adattarsi potrebbe lasciare alcune istituzioni, e intere economie regionali, senza personale e senza fondi nel 2027.
Secondo un’analisi pubblicata da MacroBusiness, la svolta è motivata da preoccupazioni legate all’integrità, che spaziano da dichiarazioni finanziarie false a documenti accademici contraffatti, oltre a una crescente pressione politica per limitare la migrazione netta dall’estero. I paesi del Sud Asia sono stati riclassificati a Livello di Evidenza 3 all’inizio di quest’anno, con conseguenti requisiti documentali più severi e tempi di elaborazione più lunghi. Contemporaneamente, la tassa per la domanda del visto post-studio Temporary Graduate (sottoclasse 485) è raddoppiata da un giorno all’altro, raggiungendo i 4.600 dollari australiani, diventando così il visto post-studio più costoso al mondo.
Questa stretta sta già modificando le strategie di reclutamento delle università. I responsabili delle ammissioni riferiscono di orientarsi verso mercati a rischio più basso come Cina e Indonesia, mentre intensificano i controlli sugli agenti in India, Bhutan, Vietnam e Nepal. I consulenti avvertono che alcune università regionali, che dipendono dalle iscrizioni indiane per fino al 60% delle entrate da tasse, potrebbero affrontare carenze di bilancio nel secondo semestre. Anche le aziende che contano sui titolari di visto per laureati come forza lavoro entry-level devono prepararsi a possibili carenze. Gli avvocati specializzati in migrazione suggeriscono ai datori di lavoro di anticipare la ricerca di talenti attraverso vie sponsorizzate, come i nuovi flussi di visto Skills-in-Demand, o di rivedere i piani di assunzione interna.
Nel frattempo, l’associazione di categoria Universities Australia sollecita il governo a fornire un piano chiaro e a lungo termine, così da permettere alle istituzioni di ricalibrare le spese di marketing senza passare da periodi di boom a crisi improvvise. Per gli studenti potenziali il messaggio è chiaro: preparatevi a requisiti molto più severi per il livello di inglese, prove finanziarie e controlli di integrità, e non date per scontato che il percorso verso il visto per laureati rimanga automatico. Non adattarsi potrebbe lasciare alcune istituzioni, e intere economie regionali, senza personale e senza fondi nel 2027.
Fonte: MacroBusiness
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