
La sera del 4 maggio a Yerevan, il presidente Nikos Christodoulides ha firmato insieme ad altri 32 leader europei una dichiarazione congiunta che definisce un piano d’azione in otto punti per contrastare la migrazione irregolare lungo le principali rotte verso il continente. La dichiarazione, adottata al margine del vertice della Comunità Politica Europea, impegna i firmatari a rafforzare la condivisione di intelligence, a sanzionare le reti di trafficanti di esseri umani, ad accelerare i rimpatri dei richiedenti asilo respinti e ad adottare un approccio “lungo tutto il percorso” per l’assistenza umanitaria.
Per Cipro, uno degli Stati di frontiera dell’UE, il documento rappresenta una copertura politica per una serie di misure interne già in corso: pattugliamenti navali per scoraggiare le imbarcazioni provenienti dal Libano, modifiche legislative che permetteranno lo screening dei richiedenti asilo direttamente negli aeroporti, e un prossimo collegamento con il Sistema Informativo Visti Schengen. Funzionari del Ministero dell’Interno hanno confermato che le disposizioni sulla sorveglianza e i rimpatri contenute nella dichiarazione si integrano con il piano di Nicosia di smaltire entro fine anno un arretrato di 27.000 richieste di asilo pendenti.
Le imprese devono prepararsi a effetti indiretti. I datori di lavoro che dipendono da lavoratori di paesi terzi per il turismo stagionale o l’edilizia potrebbero affrontare tempi più lunghi per le assunzioni, se l’applicazione dei rimpatri sottrae risorse amministrative all’elaborazione dei permessi di lavoro. Al contrario, una migliore condivisione dei dati potrebbe ridurre i rischi di frodi d’identità nei casi di immigrazione aziendale.
L’impegno di Yerevan suggerisce anche futuri finanziamenti. L’articolo 6 chiede “interventi mirati” nei paesi di origine, un segnale che i fondi fiduciari dell’UE potrebbero essere destinati a Libano e Sudan, due regioni da cui partono flussi migratori che alimentano direttamente il sistema di accoglienza cipriota. I consulenti per la mobilità prevedono nuove partnership pubblico-private per la migrazione legale basata sulle competenze, ispirate a programmi pilota in Spagna e Portogallo.
Sebbene i critici sostengano che la deterrenza raramente fermi i migranti disperati, la posizione unitaria offre a Cipro un vantaggio nelle trattative finali sul Patto UE su Migrazione e Asilo, previste per giugno. Le aziende che trasferiscono personale a Cipro dovrebbero monitorare eventuali cambiamenti improvvisi nelle regole, in particolare riguardo allo screening a livello aeroportuale e ai requisiti di prova dell’alloggio.
Per Cipro, uno degli Stati di frontiera dell’UE, il documento rappresenta una copertura politica per una serie di misure interne già in corso: pattugliamenti navali per scoraggiare le imbarcazioni provenienti dal Libano, modifiche legislative che permetteranno lo screening dei richiedenti asilo direttamente negli aeroporti, e un prossimo collegamento con il Sistema Informativo Visti Schengen. Funzionari del Ministero dell’Interno hanno confermato che le disposizioni sulla sorveglianza e i rimpatri contenute nella dichiarazione si integrano con il piano di Nicosia di smaltire entro fine anno un arretrato di 27.000 richieste di asilo pendenti.
Le imprese devono prepararsi a effetti indiretti. I datori di lavoro che dipendono da lavoratori di paesi terzi per il turismo stagionale o l’edilizia potrebbero affrontare tempi più lunghi per le assunzioni, se l’applicazione dei rimpatri sottrae risorse amministrative all’elaborazione dei permessi di lavoro. Al contrario, una migliore condivisione dei dati potrebbe ridurre i rischi di frodi d’identità nei casi di immigrazione aziendale.
L’impegno di Yerevan suggerisce anche futuri finanziamenti. L’articolo 6 chiede “interventi mirati” nei paesi di origine, un segnale che i fondi fiduciari dell’UE potrebbero essere destinati a Libano e Sudan, due regioni da cui partono flussi migratori che alimentano direttamente il sistema di accoglienza cipriota. I consulenti per la mobilità prevedono nuove partnership pubblico-private per la migrazione legale basata sulle competenze, ispirate a programmi pilota in Spagna e Portogallo.
Sebbene i critici sostengano che la deterrenza raramente fermi i migranti disperati, la posizione unitaria offre a Cipro un vantaggio nelle trattative finali sul Patto UE su Migrazione e Asilo, previste per giugno. Le aziende che trasferiscono personale a Cipro dovrebbero monitorare eventuali cambiamenti improvvisi nelle regole, in particolare riguardo allo screening a livello aeroportuale e ai requisiti di prova dell’alloggio.
Fonte: Cyprus Mail
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