
Il Centro Conferenze Filoxenia di Nicosia ha ospitato dal 5 al 7 maggio l’incontro informale di tre giorni del Comitato Strategico su Immigrazione, Frontiere e Asilo (SCIFA), con la partecipazione di alti funzionari provenienti da tutti gli altri 26 Stati membri dell’UE, oltre a Frontex e EU-LISA. L’evento, organizzato dal Vice Ministero della Migrazione e Protezione Internazionale di Cipro, rappresenta l’ultima verifica di alto livello prima che l’isola assuma la presidenza di turno del Consiglio UE il 1° gennaio 2027.
I delegati hanno fatto il punto sui progressi del lungo negoziato sul Patto UE su Migrazione e Asilo, concentrandosi in particolare sull’implementazione operativa dell’aggiornamento biometrico di Eurodac e sulla preparazione del ritardato Sistema di Entrata/Uscita negli Stati non Schengen, tra cui Cipro. I workshop hanno inoltre affrontato le pressioni sulle operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo orientale e i protocolli di condivisione dati per contrastare le frodi documentali.
Cipro ha sfruttato l’occasione per sollecitare un’accelerazione nell’erogazione dei fondi UE per la gestione delle frontiere, al fine di rafforzare i centri di accoglienza sovraccarichi di Pournara e Kofinou, e per ottenere risorse aeree di sorveglianza Frontex durante la stagione di picco degli arrivi via mare. È stato inoltre proposto un progetto pilota per consentire la pre-approvazione digitale dei viaggiatori d’affari provenienti dagli Stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo, iniziativa accolta con favore da Malta e Grecia ma con cautela dalla Commissione.
Per i datori di lavoro multinazionali, le discussioni indicano che Cipro punterà su soluzioni pragmatiche e tecnologiche durante la sua presidenza UE, potenzialmente accelerando strumenti di e-visa e formati armonizzati per i permessi di lavoro. Un documento conclusivo sarà presentato al Consiglio Giustizia e Affari Interni a giugno.
Gli osservatori hanno sottolineato il valore simbolico di tenere l’incontro nella capitale divisa, evidenziando le sfide irrisolte dell’UE sulle frontiere esterne e l’importanza di Cipro come Stato membro di prima linea.
I delegati hanno fatto il punto sui progressi del lungo negoziato sul Patto UE su Migrazione e Asilo, concentrandosi in particolare sull’implementazione operativa dell’aggiornamento biometrico di Eurodac e sulla preparazione del ritardato Sistema di Entrata/Uscita negli Stati non Schengen, tra cui Cipro. I workshop hanno inoltre affrontato le pressioni sulle operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo orientale e i protocolli di condivisione dati per contrastare le frodi documentali.
Cipro ha sfruttato l’occasione per sollecitare un’accelerazione nell’erogazione dei fondi UE per la gestione delle frontiere, al fine di rafforzare i centri di accoglienza sovraccarichi di Pournara e Kofinou, e per ottenere risorse aeree di sorveglianza Frontex durante la stagione di picco degli arrivi via mare. È stato inoltre proposto un progetto pilota per consentire la pre-approvazione digitale dei viaggiatori d’affari provenienti dagli Stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo, iniziativa accolta con favore da Malta e Grecia ma con cautela dalla Commissione.
Per i datori di lavoro multinazionali, le discussioni indicano che Cipro punterà su soluzioni pragmatiche e tecnologiche durante la sua presidenza UE, potenzialmente accelerando strumenti di e-visa e formati armonizzati per i permessi di lavoro. Un documento conclusivo sarà presentato al Consiglio Giustizia e Affari Interni a giugno.
Gli osservatori hanno sottolineato il valore simbolico di tenere l’incontro nella capitale divisa, evidenziando le sfide irrisolte dell’UE sulle frontiere esterne e l’importanza di Cipro come Stato membro di prima linea.