
In un’operazione all’alba di mercoledì 24 giugno 2026, gli agenti dell’Unità di Guardia di Frontiera dei Carpazi e della squadra anticrimine organizzato della Polizia della Slesia hanno effettuato raid simultanei in 11 abitazioni nelle province di Slesia e Małopolskie. Sei sospetti sono stati arrestati, portando a 27 il numero totale delle persone fermate nell’ambito di un’indagine di lunga durata. L’azione è stata coordinata dalla sezione per il crimine organizzato e la corruzione della Procura Nazionale di Katowice.
Secondo gli atti, la banda è attiva almeno dal 2023, facilitando il passaggio di migranti – principalmente siriani e altri cittadini mediorientali – lungo un corridoio balcanico-centro europeo che attraversa Polonia, Croazia, Slovenia, Italia, Austria e Germania. Gli investigatori riferiscono che il gruppo forniva trasporti via terra, documenti falsificati e rifugi sicuri, permettendo a oltre 500 persone di attraversare illegalmente più confini UE. I pagamenti venivano riciclati tramite società di comodo in tre Stati membri, con i profitti reinvestiti nel traffico di droga.
Durante i raid più recenti sono stati sequestrati due chili di cocaina, 210.000 euro in contanti, veicoli di lusso e registri che documentano i flussi di denaro. Gli arresti evidenziano come le agenzie di controllo delle frontiere polacche stiano sempre più collaborando con le forze di polizia interne per colpire la struttura logistica delle reti di trafficanti, non solo i corrieri al confine.
L’indagine si è basata sull’analisi dei registri passeggeri, sulla geolocalizzazione dei dispositivi mobili e sugli scambi di informazioni con Europol, dimostrando l’efficacia degli strumenti basati sui dati che diventeranno standard con l’entrata in vigore entro fine anno del Sistema di Entrata/Uscita (EES) e delle regole API ampliate dell’UE.
Per i responsabili della mobilità aziendale, il caso è un monito: le rotte migratorie clandestine e le reti di traffico di droga spesso si sovrappongono, aumentando i rischi di due diligence per fornitori di trasporto e logistica. Le aziende che utilizzano trasportatori su strada subappaltati lungo l’asse Est-Ovest sono invitate a rivedere i programmi di conformità dei vettori e i controlli sui conducenti. I team HR che gestiscono spostamenti di personale nel sud della Polonia devono prepararsi a controlli a campione su van e autobus, mentre le autorità intensificano i controlli interni legati al Patto UE su Migrazione e Asilo.
Gli osservatori legali sottolineano che i tribunali polacchi hanno iniziato a emettere ordini di congelamento dei beni già nelle fasi iniziali delle indagini, seguendo la prassi tedesca, con il rischio di coinvolgere imprese legittime se i loro conti sono stati usati, anche inconsapevolmente, in catene di riciclaggio. Le aziende devono monitorare gli avvisi della procura e segnalare tempestivamente qualsiasi transazione sospetta con intermediari del trasporto per evitare responsabilità secondarie.
Secondo gli atti, la banda è attiva almeno dal 2023, facilitando il passaggio di migranti – principalmente siriani e altri cittadini mediorientali – lungo un corridoio balcanico-centro europeo che attraversa Polonia, Croazia, Slovenia, Italia, Austria e Germania. Gli investigatori riferiscono che il gruppo forniva trasporti via terra, documenti falsificati e rifugi sicuri, permettendo a oltre 500 persone di attraversare illegalmente più confini UE. I pagamenti venivano riciclati tramite società di comodo in tre Stati membri, con i profitti reinvestiti nel traffico di droga.
Durante i raid più recenti sono stati sequestrati due chili di cocaina, 210.000 euro in contanti, veicoli di lusso e registri che documentano i flussi di denaro. Gli arresti evidenziano come le agenzie di controllo delle frontiere polacche stiano sempre più collaborando con le forze di polizia interne per colpire la struttura logistica delle reti di trafficanti, non solo i corrieri al confine.
L’indagine si è basata sull’analisi dei registri passeggeri, sulla geolocalizzazione dei dispositivi mobili e sugli scambi di informazioni con Europol, dimostrando l’efficacia degli strumenti basati sui dati che diventeranno standard con l’entrata in vigore entro fine anno del Sistema di Entrata/Uscita (EES) e delle regole API ampliate dell’UE.
Per i responsabili della mobilità aziendale, il caso è un monito: le rotte migratorie clandestine e le reti di traffico di droga spesso si sovrappongono, aumentando i rischi di due diligence per fornitori di trasporto e logistica. Le aziende che utilizzano trasportatori su strada subappaltati lungo l’asse Est-Ovest sono invitate a rivedere i programmi di conformità dei vettori e i controlli sui conducenti. I team HR che gestiscono spostamenti di personale nel sud della Polonia devono prepararsi a controlli a campione su van e autobus, mentre le autorità intensificano i controlli interni legati al Patto UE su Migrazione e Asilo.
Gli osservatori legali sottolineano che i tribunali polacchi hanno iniziato a emettere ordini di congelamento dei beni già nelle fasi iniziali delle indagini, seguendo la prassi tedesca, con il rischio di coinvolgere imprese legittime se i loro conti sono stati usati, anche inconsapevolmente, in catene di riciclaggio. Le aziende devono monitorare gli avvisi della procura e segnalare tempestivamente qualsiasi transazione sospetta con intermediari del trasporto per evitare responsabilità secondarie.
Fonte: Onet (Głos24)
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