
Bruxelles ha pubblicato il suo primo rapporto sullo stato di salute di come gli Stati membri stanno gestendo il nuovo Patto UE su Migrazione e Asilo, e Cipro emerge come uno dei migliori esempi. In un comunicato del 16 luglio 2026, la Direzione Generale per la Migrazione e gli Affari Interni definisce la cooperazione operativa a Cipro e in Spagna “adeguata” dopo le prime cinque settimane del nuovo regime. La valutazione si concentra sulle cosiddette regole di responsabilità, una formula aggiornata post-Dublino che stabilisce quale Paese deve esaminare una domanda di asilo e, se necessario, accettare il trasferimento del richiedente.
Secondo il Patto, gli Stati di frontiera che affrontano arrivi sproporzionati dovrebbero ricevere solidarietà sotto forma di ricollocamenti o sostegno finanziario dagli altri membri UE. Cipro ha da tempo sostenuto che il carico di richieste d’asilo pro capite è insostenibile; lo scorso anno i migranti regolari sull’isola erano già 200.000 su una popolazione di 920.000 abitanti. Gli auditor della Commissione hanno rilevato che Nicosia ha aggiornato il software per la gestione dei casi, digitalizzato la trasmissione delle impronte a Eurodac e ridotto i tempi medi di elaborazione delle richieste di trasferimento a 12 giorni, ben al di sotto del limite massimo di 21 giorni.
Italia e Grecia stanno ancora smaltendo arretrati storici, mentre il flusso di lavoro di Cipro è definito “adeguato”, un riconoscimento diplomatico che probabilmente rafforzerà la sua richiesta di maggiore solidarietà per ricollocamenti nel corso dell’anno. Per i team di mobilità globale, la revisione indica che le riforme dei processi di permessi di soggiorno e asilo a Cipro stanno prendendo piede. Decisioni più rapide sulle responsabilità dovrebbero, col tempo, ridurre il carico amministrativo per le aziende che sponsorizzano dipendenti con status umanitario inseriti nel mercato del lavoro regolare.
La Commissione pubblicherà un rapporto di aggiornamento a ottobre; le imprese con un alto numero di lavoratori extracomunitari dovrebbero monitorare se queste prime efficienze si tradurranno in tempi più brevi per i permessi di lavoro e ricongiungimento familiare, man mano che le risorse si liberano. Sul piano politico, la menzione favorevole rafforza la posizione di Cipro in vista del voto del Consiglio UE di settembre sulla sua tanto attesa adesione a Schengen. Dimostrare il controllo sugli obblighi di frontiera esterna è un requisito chiave; il bilancio di luglio offre a Nicosia un ulteriore margine di trattativa nelle negoziazioni imminenti.
Secondo il Patto, gli Stati di frontiera che affrontano arrivi sproporzionati dovrebbero ricevere solidarietà sotto forma di ricollocamenti o sostegno finanziario dagli altri membri UE. Cipro ha da tempo sostenuto che il carico di richieste d’asilo pro capite è insostenibile; lo scorso anno i migranti regolari sull’isola erano già 200.000 su una popolazione di 920.000 abitanti. Gli auditor della Commissione hanno rilevato che Nicosia ha aggiornato il software per la gestione dei casi, digitalizzato la trasmissione delle impronte a Eurodac e ridotto i tempi medi di elaborazione delle richieste di trasferimento a 12 giorni, ben al di sotto del limite massimo di 21 giorni.
Italia e Grecia stanno ancora smaltendo arretrati storici, mentre il flusso di lavoro di Cipro è definito “adeguato”, un riconoscimento diplomatico che probabilmente rafforzerà la sua richiesta di maggiore solidarietà per ricollocamenti nel corso dell’anno. Per i team di mobilità globale, la revisione indica che le riforme dei processi di permessi di soggiorno e asilo a Cipro stanno prendendo piede. Decisioni più rapide sulle responsabilità dovrebbero, col tempo, ridurre il carico amministrativo per le aziende che sponsorizzano dipendenti con status umanitario inseriti nel mercato del lavoro regolare.
La Commissione pubblicherà un rapporto di aggiornamento a ottobre; le imprese con un alto numero di lavoratori extracomunitari dovrebbero monitorare se queste prime efficienze si tradurranno in tempi più brevi per i permessi di lavoro e ricongiungimento familiare, man mano che le risorse si liberano. Sul piano politico, la menzione favorevole rafforza la posizione di Cipro in vista del voto del Consiglio UE di settembre sulla sua tanto attesa adesione a Schengen. Dimostrare il controllo sugli obblighi di frontiera esterna è un requisito chiave; il bilancio di luglio offre a Nicosia un ulteriore margine di trattativa nelle negoziazioni imminenti.
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