
In una mossa accolta con favore dalla comunità degli Overseas Citizen of India, che conta 5 milioni di persone, il Ministero degli Interni ha eliminato l’obbligo di allegare una copia del proprio Certificato di Registrazione Estera o Permesso di Soggiorno straniero durante la richiesta o il rinnovo della carta OCI. La modifica, riportata per la prima volta dal Financial Express il 18 luglio, è già stata aggiornata sul portale dei servizi OCI.
Secondo le vecchie regole, i residenti a lungo termine in India — spesso coniugi stranieri, professionisti con visti di trasferimento intra-aziendale o investitori — dovevano caricare una copia scannerizzata del documento di residenza locale, aggiungendo un passaggio burocratico supplementare che molti trovavano complicato, dato che i permessi venivano rilasciati in formati diversi a seconda dello stato.
Con il nuovo procedimento, i richiedenti devono semplicemente inserire online il numero del loro fascicolo FRRO; il sistema di tracciamento Immigrazione, Visti e Registrazione Stranieri (IVFRT) recupera automaticamente i dati di stato. I consulenti per la mobilità stimano che l’onere documentale per i trasferimenti aziendali si ridurrà del 20-25%, risparmiando ai team HR numerosi solleciti con i dipendenti in trasferimento.
Fondamentale, la riforma arriva a poche settimane dal lancio della carta e-OCI, segnalando l’intenzione del governo di digitalizzare completamente e eliminare duplicati nei registri dei cittadini stranieri. Gli analisti sottolineano che l’integrazione tra i database IVFRT e OCI riduce anche il rischio di frodi d’identità — una priorità mentre l’India negozia programmi di viaggiatori fidati con partner come Singapore e Stati Uniti.
Le aziende devono aggiornare subito le loro checklist per i trasferimenti: la scansione del permesso FRRO non è più richiesta, ma è essenziale che i dati FRRO dei dipendenti siano aggiornati, perché eventuali inesattezze ora comporteranno rifiuti automatici anziché richieste di chiarimento manuali.
Secondo le vecchie regole, i residenti a lungo termine in India — spesso coniugi stranieri, professionisti con visti di trasferimento intra-aziendale o investitori — dovevano caricare una copia scannerizzata del documento di residenza locale, aggiungendo un passaggio burocratico supplementare che molti trovavano complicato, dato che i permessi venivano rilasciati in formati diversi a seconda dello stato.
Con il nuovo procedimento, i richiedenti devono semplicemente inserire online il numero del loro fascicolo FRRO; il sistema di tracciamento Immigrazione, Visti e Registrazione Stranieri (IVFRT) recupera automaticamente i dati di stato. I consulenti per la mobilità stimano che l’onere documentale per i trasferimenti aziendali si ridurrà del 20-25%, risparmiando ai team HR numerosi solleciti con i dipendenti in trasferimento.
Fondamentale, la riforma arriva a poche settimane dal lancio della carta e-OCI, segnalando l’intenzione del governo di digitalizzare completamente e eliminare duplicati nei registri dei cittadini stranieri. Gli analisti sottolineano che l’integrazione tra i database IVFRT e OCI riduce anche il rischio di frodi d’identità — una priorità mentre l’India negozia programmi di viaggiatori fidati con partner come Singapore e Stati Uniti.
Le aziende devono aggiornare subito le loro checklist per i trasferimenti: la scansione del permesso FRRO non è più richiesta, ma è essenziale che i dati FRRO dei dipendenti siano aggiornati, perché eventuali inesattezze ora comporteranno rifiuti automatici anziché richieste di chiarimento manuali.
Fonte: The Financial Express
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