
Nel suo ultimo impulso alla governance digitale, il Ministero dell'Interno ha ufficialmente lanciato il 18 luglio la carta elettronica Overseas Citizen of India (e-OCI), sostituendo il vecchio libretto e allineando il documento alla piattaforma Immigration, Visa, Foreigners-Registration & Tracking (IVFRT). La credenziale digitale, scaricabile dal portale OCI Services o dall’app governativa Su-Swagatam, include un codice QR criptato e un modello facciale leggibili automaticamente ai controlli di immigrazione e ai varchi elettronici Fast-Track Immigration–Trusted Traveller Programme (FTI-TTP). Secondo le autorità, oltre 5 milioni di titolari OCI esistenti saranno invitati gratuitamente a convertire la loro carta in e-OCI entro sei mesi. I nuovi richiedenti riceveranno automaticamente la versione elettronica, eliminando la necessità di portare con sé il fragile libretto e risolvendo uno dei principali disagi per i viaggiatori d’affari di origine indiana diretti in India. Questa novità si integra con l’espansione in corso del programma FTI-TTP. I varchi elettronici dotati di telecamere per il riconoscimento facciale sono ora operativi in 13 aeroporti indiani, riducendo i tempi di controllo da circa tre minuti a 30 secondi. I titolari di carta OCI, i cittadini indiani e alcune categorie diplomatiche possono iscriversi online e completare la biometria in aeroporto o presso un Ufficio Regionale per la Registrazione degli Stranieri (FRRO). Per le aziende multinazionali, l’aggiornamento promette un aumento concreto della produttività: code più brevi, meno documenti da gestire e meno rischi di perdere coincidenze per i dirigenti che viaggiano tra l’India e le sedi estere. I responsabili dei viaggi dovrebbero informare i dipendenti e i dirigenti in visita titolari di carta OCI di scaricare la versione digitale e valutare l’iscrizione al programma FTI-TTP per massimizzare i vantaggi. Gli esperti di immigrazione avvertono che i viaggiatori devono continuare a portare il passaporto collegato al numero OCI; ogni cambio di passaporto richiede ancora l’aggiornamento del database OCI, ora disponibile come servizio online self-service. Le compagnie aeree hanno iniziato a integrare la nuova verifica QR nei loro sistemi di controllo partenze, riducendo il rischio di rifiuti errati all’imbarco.
Fonte: The Financial Express