
I candidati indiani che pianificano viaggi, studi o lavoro in Italia affrontano una breve interruzione dopo che VFS Global ha emesso un avviso di sospensione delle nuove domande di visto e delle richieste di Dichiarazione di Valore (DOV) presso i suoi centri di Nuova Delhi, Jalandhar e Chandigarh in date selezionate di questo mese. In particolare, i centri di Jalandhar e Chandigarh non accetteranno pratiche il 25 e il 28 settembre, mentre quello di Nuova Delhi chiuderà le accettazioni il 28 e 29 settembre, fatta eccezione per la ripresentazione di DOV precedentemente incomplete.
Il blocco cade nel periodo di massimo afflusso per le iscrizioni universitarie, quando centinaia di studenti indiani richiedono l’attestazione dei propri titoli accademici, requisito indispensabile per i visti studio nazionali italiani (tipo D). Sono coinvolti anche i richiedenti visti Schengen per affari e turismo, poiché i centri gestiscono tutte le categorie per la “Giurisdizione Nord”.
Non è stata fornita una motivazione ufficiale per la sospensione, ma fonti del settore indicano una combinazione di formazione del personale consolare e l’implementazione del nuovo software italiano per la raccolta biometrica. I candidati con appuntamenti nelle date interessate dovranno riprogrammare online; chi ha viaggi urgenti potrebbe dover rivolgersi ai centri di Mumbai o Bengaluru, con conseguenti tempi e costi aggiuntivi.
Le aziende che trasferiscono personale in Italia per progetti o incarichi a lungo termine sono invitate a verificare i casi di mobilità imminenti e a comunicare il ritardo alle unità operative. Le università consigliano agli studenti ammessi di presentare le richieste di DOV con almeno due settimane di anticipo rispetto al solito, per evitare di perdere l’orientamento di ottobre.
L’episodio evidenzia la fragilità dell’esternalizzazione delle pratiche visti in India, dove la disponibilità degli appuntamenti può sparire senza preavviso. I team di mobilità dovrebbero monitorare gli avvisi di VFS e mantenere un margine di tempo adeguato, soprattutto per le destinazioni che richiedono la legalizzazione dei documenti accademici.
Il blocco cade nel periodo di massimo afflusso per le iscrizioni universitarie, quando centinaia di studenti indiani richiedono l’attestazione dei propri titoli accademici, requisito indispensabile per i visti studio nazionali italiani (tipo D). Sono coinvolti anche i richiedenti visti Schengen per affari e turismo, poiché i centri gestiscono tutte le categorie per la “Giurisdizione Nord”.
Non è stata fornita una motivazione ufficiale per la sospensione, ma fonti del settore indicano una combinazione di formazione del personale consolare e l’implementazione del nuovo software italiano per la raccolta biometrica. I candidati con appuntamenti nelle date interessate dovranno riprogrammare online; chi ha viaggi urgenti potrebbe dover rivolgersi ai centri di Mumbai o Bengaluru, con conseguenti tempi e costi aggiuntivi.
Le aziende che trasferiscono personale in Italia per progetti o incarichi a lungo termine sono invitate a verificare i casi di mobilità imminenti e a comunicare il ritardo alle unità operative. Le università consigliano agli studenti ammessi di presentare le richieste di DOV con almeno due settimane di anticipo rispetto al solito, per evitare di perdere l’orientamento di ottobre.
L’episodio evidenzia la fragilità dell’esternalizzazione delle pratiche visti in India, dove la disponibilità degli appuntamenti può sparire senza preavviso. I team di mobilità dovrebbero monitorare gli avvisi di VFS e mantenere un margine di tempo adeguato, soprattutto per le destinazioni che richiedono la legalizzazione dei documenti accademici.
Fonte: GetVisaGo
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