
Il Ministero degli Esteri della Repubblica Ceca ha rafforzato i controlli sugli spostamenti del personale dell’Ambasciata e dei consolati russi. Dal 23 settembre 2026, tutto il personale diplomatico russo dovrà notificare alle autorità ceche con almeno un giorno di anticipo qualsiasi piano di attraversamento del confine esterno Schengen del paese. La comunicazione obbligatoria dovrà includere lo scopo, il percorso, la durata del viaggio e l’indirizzo previsto per il soggiorno all’interno del territorio ceco.
Il ministro degli Esteri Petr Macinka ha dichiarato a Radio Praga il 24 settembre che questa misura risponde a informazioni di intelligence secondo cui Mosca ruota sistematicamente agenti sotto copertura diplomatica tra le capitali Schengen. Il ministero ha precisato che il nuovo regime è stato elaborato in collaborazione con il Servizio di Informazioni di Sicurezza ceco (BIS) e rispecchia provvedimenti già adottati da diversi paesi baltici e nordici.
Praticamente, la regola implica che i diplomatici russi in transito attraverso l’aeroporto Václav Havel di Praga o provenienti in auto da Germania, Austria o Polonia dovranno inviare via email un itinerario al Dipartimento di Protocollo, che lo condividerà con la polizia di frontiera. Il mancato rispetto potrebbe comportare il rifiuto di ingresso o, in casi gravi, la dichiarazione di persona non grata. La misura riguarda anche i familiari con documenti diplomatici.
Anche le normali uscite per lo shopping del fine settimana dovranno essere preventivamente autorizzate, complicando la vita quotidiana del personale dell’ambasciata. Per le multinazionali, l’impatto diretto è limitato, ma la decisione sottolinea l’atteggiamento più deciso della Repubblica Ceca sul controllo della sicurezza alle frontiere esterne. I responsabili della mobilità che gestiscono trasferimenti di personale non UE devono aspettarsi controlli più rigorosi su passaporti e veicoli in prossimità di convogli diplomatici.
Il Ministero degli Esteri ha inoltre segnalato che una simile pre-notifica potrebbe essere estesa ad altre missioni “ad alto rischio” qualora necessario. Questa misura si aggiunge a una serie di provvedimenti adottati da Praga dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, tra cui il quasi totale blocco dei visti turistici russi e l’espulsione di decine di membri del personale diplomatico nel 2023. È probabile che ciò aggravi ulteriormente le già tese relazioni bilaterali.
Il ministro degli Esteri Petr Macinka ha dichiarato a Radio Praga il 24 settembre che questa misura risponde a informazioni di intelligence secondo cui Mosca ruota sistematicamente agenti sotto copertura diplomatica tra le capitali Schengen. Il ministero ha precisato che il nuovo regime è stato elaborato in collaborazione con il Servizio di Informazioni di Sicurezza ceco (BIS) e rispecchia provvedimenti già adottati da diversi paesi baltici e nordici.
Praticamente, la regola implica che i diplomatici russi in transito attraverso l’aeroporto Václav Havel di Praga o provenienti in auto da Germania, Austria o Polonia dovranno inviare via email un itinerario al Dipartimento di Protocollo, che lo condividerà con la polizia di frontiera. Il mancato rispetto potrebbe comportare il rifiuto di ingresso o, in casi gravi, la dichiarazione di persona non grata. La misura riguarda anche i familiari con documenti diplomatici.
Anche le normali uscite per lo shopping del fine settimana dovranno essere preventivamente autorizzate, complicando la vita quotidiana del personale dell’ambasciata. Per le multinazionali, l’impatto diretto è limitato, ma la decisione sottolinea l’atteggiamento più deciso della Repubblica Ceca sul controllo della sicurezza alle frontiere esterne. I responsabili della mobilità che gestiscono trasferimenti di personale non UE devono aspettarsi controlli più rigorosi su passaporti e veicoli in prossimità di convogli diplomatici.
Il Ministero degli Esteri ha inoltre segnalato che una simile pre-notifica potrebbe essere estesa ad altre missioni “ad alto rischio” qualora necessario. Questa misura si aggiunge a una serie di provvedimenti adottati da Praga dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, tra cui il quasi totale blocco dei visti turistici russi e l’espulsione di decine di membri del personale diplomatico nel 2023. È probabile che ciò aggravi ulteriormente le già tese relazioni bilaterali.
Fonte: Radio Prague International
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