
Durante la sua convention annuale sul turismo a Madeira, il 13 ottobre, l’associazione britannica del settore viaggi ABTA ha confermato che la Commissione Europea ha rimosso silenziosamente ogni riferimento pubblico alla data di avvio “Q4 2026” per il Sistema Europeo di Informazione e Autorizzazione per i Viaggi (ETIAS). Questo vuoto informativo, ha avvertito ABTA, ha favorito la proliferazione di oltre 150 siti web non regolamentati che propongono “permessi” ETIAS inesistenti, spesso rivolti a viaggiatori diretti in Italia e altre destinazioni del Mediterraneo.
Con ETIAS, i cittadini esenti da visto (tra cui britannici, americani e canadesi) dovranno in futuro completare un pre-screening di sicurezza online prima di entrare nell’area Schengen. La tariffa prevista è di circa 20 euro, ma il sistema non potrà essere attivato finché l’EES (Sistema Europeo di Registrazione e Identificazione) non sarà completamente stabile. Poiché i problemi iniziali dell’EES non sono ancora risolti, Bruxelles ha smesso di indicare una data precisa per il lancio.
Luke Petherbridge, direttore degli affari pubblici di ABTA, ha spiegato ai partecipanti che intermediari fraudolenti stanno già chiedendo tra 35 e 120 sterline per “processare” un’autorizzazione che ancora non esiste. Alcuni siti addirittura imitano la grafica del Ministero degli Esteri italiano per sembrare ufficiali. Le vittime rischiano furto d’identità e perdite economiche, poiché vengono raccolti dati del passaporto e informazioni di pagamento.
Per i responsabili del turismo incoming e della mobilità aziendale in Italia il messaggio è chiaro: non prevedere nel budget le tariffe ETIAS per i viaggi del 2026 e informare i viaggiatori che nessun portale di domanda è attivo. ABTA ha inoltre invitato l’UE a pubblicare un calendario definitivo o almeno aggiornamenti trimestrali, così che le agenzie autorizzate possano pianificare campagne di comunicazione e integrazioni IT. Le aziende che trasferiscono personale in Italia dovrebbero aggiornare le checklist pre-partenza e chiedere ai fornitori di monitorare solo il portale ufficiale eu-login e i canali della Farnesina. Qualsiasi richiesta di pagamento o dati biometrici relativa a ETIAS prima di un comunicato ufficiale dell’UE è quasi certamente una truffa.
Con ETIAS, i cittadini esenti da visto (tra cui britannici, americani e canadesi) dovranno in futuro completare un pre-screening di sicurezza online prima di entrare nell’area Schengen. La tariffa prevista è di circa 20 euro, ma il sistema non potrà essere attivato finché l’EES (Sistema Europeo di Registrazione e Identificazione) non sarà completamente stabile. Poiché i problemi iniziali dell’EES non sono ancora risolti, Bruxelles ha smesso di indicare una data precisa per il lancio.
Luke Petherbridge, direttore degli affari pubblici di ABTA, ha spiegato ai partecipanti che intermediari fraudolenti stanno già chiedendo tra 35 e 120 sterline per “processare” un’autorizzazione che ancora non esiste. Alcuni siti addirittura imitano la grafica del Ministero degli Esteri italiano per sembrare ufficiali. Le vittime rischiano furto d’identità e perdite economiche, poiché vengono raccolti dati del passaporto e informazioni di pagamento.
Per i responsabili del turismo incoming e della mobilità aziendale in Italia il messaggio è chiaro: non prevedere nel budget le tariffe ETIAS per i viaggi del 2026 e informare i viaggiatori che nessun portale di domanda è attivo. ABTA ha inoltre invitato l’UE a pubblicare un calendario definitivo o almeno aggiornamenti trimestrali, così che le agenzie autorizzate possano pianificare campagne di comunicazione e integrazioni IT. Le aziende che trasferiscono personale in Italia dovrebbero aggiornare le checklist pre-partenza e chiedere ai fornitori di monitorare solo il portale ufficiale eu-login e i canali della Farnesina. Qualsiasi richiesta di pagamento o dati biometrici relativa a ETIAS prima di un comunicato ufficiale dell’UE è quasi certamente una truffa.
Fonte: Travel Weekly
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