
Gli studenti indiani interessati alle immatricolazioni di gennaio e maggio nei college canadesi dovranno prevedere tempi più lunghi. Secondo lo strumento di calcolo dei tempi di elaborazione di Immigration, Refugees and Citizenship Canada (IRCC) — riportato da The Economic Times il 21 ottobre — l’attesa stimata per una nuova decisione sul permesso di studio dall’India è salita a sette settimane, rispetto alle sei della settimana precedente. Per i richiedenti permessi di lavoro in India, invece, la stima resta stabile a 11 settimane, mentre i tempi per i visti turistici sono leggermente diminuiti a 29 giorni.
Sebbene una variazione di una settimana possa sembrare minima, questa arriva nel pieno della stagione di picco per le domande ai programmi invernali, quando i volumi aumentano notevolmente. I consulenti avvertono che una mediana di sette settimane significa che il 20% delle pratiche richiederà ancora più tempo, quindi gli studenti potenziali dovrebbero prevedere almeno due mesi prima di fissare date di viaggio definitive. Le istituzioni che accolgono grandi gruppi dal Sud Asia potrebbero dover mettere in conto piani di emergenza, come finestre di arrivo posticipate o avvii ibridi, qualora i ritardi nei visti spostassero l’iscrizione oltre la settimana di orientamento.
Lo standard di servizio IRCC per i permessi di studio all’estero è di 60 giorni, ma durante l’alta stagione questo obiettivo viene raramente raggiunto. Tra gennaio e luglio 2026, le autorità hanno gestito 1,83 milioni di domande di soggiorno temporaneo, ma a fine periodo risultavano ancora quasi 400.000 pratiche in sospeso, evidenziando il problema dell’arretrato.
Per i datori di lavoro, il dato stabile di 11 settimane per i permessi di lavoro indica continue difficoltà nell’inserimento di personale dall’estero. Le aziende tecnologiche che avevano promesso di trasferire talenti nell’ambito della Tech Talent Strategy canadese potrebbero dover scaglionare le date di inizio o ricorrere alla conversione da visto turistico a permesso di lavoro per ruoli urgenti.
I numeri mettono inoltre in luce il crescente divario globale nei tempi di elaborazione: i richiedenti permessi di studio dagli Stati Uniti vedono una stima di cinque settimane, mentre il Pakistan è salito a otto settimane, il valore più alto degli ultimi quattro mesi. Questa variabilità sottolinea l’importanza per i team HR e gli agenti educativi di consultare settimanalmente lo strumento e di prevedere margini di sicurezza nei piani di mobilità.
Sebbene una variazione di una settimana possa sembrare minima, questa arriva nel pieno della stagione di picco per le domande ai programmi invernali, quando i volumi aumentano notevolmente. I consulenti avvertono che una mediana di sette settimane significa che il 20% delle pratiche richiederà ancora più tempo, quindi gli studenti potenziali dovrebbero prevedere almeno due mesi prima di fissare date di viaggio definitive. Le istituzioni che accolgono grandi gruppi dal Sud Asia potrebbero dover mettere in conto piani di emergenza, come finestre di arrivo posticipate o avvii ibridi, qualora i ritardi nei visti spostassero l’iscrizione oltre la settimana di orientamento.
Lo standard di servizio IRCC per i permessi di studio all’estero è di 60 giorni, ma durante l’alta stagione questo obiettivo viene raramente raggiunto. Tra gennaio e luglio 2026, le autorità hanno gestito 1,83 milioni di domande di soggiorno temporaneo, ma a fine periodo risultavano ancora quasi 400.000 pratiche in sospeso, evidenziando il problema dell’arretrato.
Per i datori di lavoro, il dato stabile di 11 settimane per i permessi di lavoro indica continue difficoltà nell’inserimento di personale dall’estero. Le aziende tecnologiche che avevano promesso di trasferire talenti nell’ambito della Tech Talent Strategy canadese potrebbero dover scaglionare le date di inizio o ricorrere alla conversione da visto turistico a permesso di lavoro per ruoli urgenti.
I numeri mettono inoltre in luce il crescente divario globale nei tempi di elaborazione: i richiedenti permessi di studio dagli Stati Uniti vedono una stima di cinque settimane, mentre il Pakistan è salito a otto settimane, il valore più alto degli ultimi quattro mesi. Questa variabilità sottolinea l’importanza per i team HR e gli agenti educativi di consultare settimanalmente lo strumento e di prevedere margini di sicurezza nei piani di mobilità.
Fonte: The Economic Times
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