
La Polizia Nazionale, supportata dalla Guardia Civil, ha arrestato due presunti trafficanti il 21 ottobre dopo aver perquisito quattro appartamenti sovraffollati, soprannominati “pisos patera”, nel quartiere El Príncipe di Ceuta. Gli agenti hanno trovato 108 migranti che vivevano in condizioni fatiscenti, ciascuno pagando fino a 150 euro a settimana per uno spazio sul pavimento in attesa di raggiungere la Spagna continentale. Secondo gli investigatori, la rete offriva biglietti del traghetto falsificati e istruzioni su come eludere i controlli interni Schengen, chiedendo un supplemento di 300 euro per contratti di lavoro contraffatti, presumibilmente emessi da aziende agricole di Huelva e Murcia. Le prove sequestrate includono passaporti marocchini, carte di soggiorno italiane e 27.000 euro in contanti. L’operazione arriva dopo un aumento dei minori non accompagnati scomparsi dai centri di accoglienza ufficiali: le autorità sospettano che molti siano stati attratti da trafficanti che promettevano viaggi ulteriori. La polizia avverte che i gruppi criminali stanno sfruttando l’attuale rallentamento nelle espulsioni per consolidare redditizi racket abitativi. Per i responsabili della mobilità internazionale, il caso è un monito: dipendenti o collaboratori in transito da Ceuta devono prenotare alloggi tramite fornitori verificati e portare con sé documenti originali per eventuali controlli; le sanzioni per facilitare la migrazione irregolare possono includere divieti di ingresso pluriennali. I pubblici ministeri incrimineranno i sospetti per violazione dei diritti degli stranieri e appartenenza a organizzazione criminale, reati punibili con fino a otto anni di carcere.
Fonte: Moncloa.com
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