
La giudice della Corte Nazionale spagnola, María Tardón, ha intensificato l’indagine sull’ingresso massiccio di 80.000 migranti che ha travolto Ceuta alla fine di luglio, richiedendo formalmente al Ministero della Difesa di fornire un registro dettagliato di eventuali navi della Marina marocchina entrate nelle acque territoriali spagnole tra il 29 luglio e il 10 agosto. L’ordine, emesso il 21 ottobre, chiede al Ministero di specificare date, orari e posizioni precise di tutte le navi da guerra marocchine rilevate, dopo che alcune fonti giornalistiche hanno suggerito che pattugliatori potrebbero essersi avvicinati in modo insolito a Ceuta durante l’ondata migratoria. Sebbene la giudice sottolinei che “non si può ancora dedurre alcun nesso causale”, la richiesta indica un ampliamento dell’inchiesta oltre le azioni di polizia e Guardia Civil, includendo possibili fattori di natura internazionale. Esperti legali affermano che, se si dimostrasse che i movimenti navali marocchini hanno facilitato o non hanno impedito gli attraversamenti, la Spagna potrebbe invocare protocolli bilaterali di sicurezza marittima o sollevare la questione nell’ambito della gestione integrata delle frontiere dell’UE. L’inchiesta su Ceuta sta già esaminando le decisioni di comando e controllo della Guardia Civil spagnola e il rapido dispiegamento di 900 militari nell’ambito dell’Operazione Baluarte. Le testimonianze hanno evidenziato problemi di coordinamento e carenze di interpreti arabi e francesi, che hanno rallentato i controlli e la selezione per l’asilo nelle prime 72 ore della crisi. Per le aziende che inviano personale a Ceuta o che hanno catene di approvvigionamento attraverso Algeciras, l’esito è rilevante: una conferma di interferenze straniere potrebbe spingere Madrid a rafforzare la sorveglianza marittima e a richiedere finanziamenti UE per asset permanenti di Frontex nello Stretto di Gibilterra, con possibili controlli più severi sul traffico commerciale. Le multinazionali dovrebbero prevedere ritardi sporadici e includere clausole di forza maggiore legate a incidenti di sicurezza nei contratti di trasporto. Nel breve termine, il Ministero della Difesa deve consegnare i dati richiesti entro dieci giorni lavorativi; il mancato adempimento permetterebbe alla giudice Tardón di convocare direttamente gli ufficiali navali. Il prossimo passo procedurale sarà un’audizione congiunta con i comandanti della Guardia Civil a novembre, durante la quale i registri dei movimenti navali saranno esaminati insieme a filmati di droni e registrazioni radar.
Fonte: El País
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