
Il Consiglio dell'Unione Europea, il 19 ottobre, ha adottato cinque distinte ‘conclusioni’ invitando la Commissione Europea ad avviare colloqui tecnici per abolire l’obbligo del visto di breve durata (Schengen) per i cittadini di Arabia Saudita, Bahrain, Kuwait, Oman e Qatar. La notizia, riportata da La Presse de Tunisie il 21 ottobre, segna l’inizio di una valutazione formale che esaminerà la sicurezza dei passaporti, le capacità di gestione delle frontiere e il profilo di rischio migratorio di ciascuno Stato. Sebbene non sia stata fissata una tempistica precisa, i diplomatici del Golfo riferiscono che Bruxelles punta a concludere le valutazioni entro la fine del 2027. In caso di esito positivo, i cittadini di questi cinque Paesi si aggiungerebbero agli Emirati Arabi Uniti come unici membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) i cui cittadini possono entrare nell’area Schengen, inclusa la Francia, senza visto per un massimo di 90 giorni ogni 180 giorni. Per la Francia, il vantaggio economico è evidente. Il Golfo rappresenta già un mercato di primo piano per il lusso, la difesa e i contratti nelle energie rinnovabili; i dati doganali francesi indicano esportazioni per 13 miliardi di euro verso questi cinque Paesi nel 2025. Eliminare l’attuale tassa di 80 euro per il visto e le complicazioni burocratiche faciliterebbe notevolmente la conclusione di affari a breve termine e la partecipazione a fiere come VivaTech a Parigi per i dirigenti del Golfo. Inoltre, semplificherebbe le rotazioni degli equipaggi per il fitto programma di Qatar Airways a Parigi CDG e il personale logistico che supporta i gigaprogetti sauditi con ingegneria francese. Tuttavia, gli esperti di immigrazione avvertono che l’esenzione non è garantita. L’UE insisterà su una “stretta reciprocità”, accordi di condivisione dati e misure anti-soggiorno irregolare. Inoltre, le tensioni politiche al Parlamento Europeo potrebbero rallentare l’approvazione legislativa, soprattutto nel contesto di dibattiti più ampi sulla gestione migratoria dopo i recenti disordini in Francia. Le aziende con clienti del Golfo dovrebbero quindi continuare a prevedere i tempi necessari per il visto Schengen, monitorando nel contempo le note informative che il Ministero dell’Interno francese dovrebbe rilasciare all’inizio del prossimo anno.
Fonte: La Presse (Tunisia)
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