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Il ministro degli Esteri francese conferma un calo del 14,5% dei visti rilasciati agli algerini nel 2025

nov 3, 2025
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Il ministro degli Esteri francese conferma un calo del 14,5% dei visti rilasciati agli algerini nel 2025
Presentandosi davanti alla Commissione Affari Esteri dell'Assemblea Nazionale il 29 ottobre, il Ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot ha rivelato che i consolati francesi in Algeria hanno concesso il 14,5% di visti in meno nei primi nove mesi del 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024. I dati, pubblicati il 2 novembre dal portale di notizie Algérie360, confermano le segnalazioni aneddotiche di una mobilità in calo tra i due Paesi e sottolineano la sensibilità politica della questione migratoria in vista delle elezioni francesi del 2027.

Secondo il ministro, i visti turistici hanno registrato il calo più marcato (-21%), seguiti dai visti per affari (-12,6%) e dai visti per ricongiungimento familiare (-7,4%). Il tasso di rifiuto si attesta ora al 31%, quasi il doppio della media globale del 16%. L’unica eccezione è rappresentata dalla mobilità studentesca: i programmi Campus France hanno registrato un aumento del 12,5%, con 8.351 permessi di studio rilasciati. Barrot ha collegato il calo complessivo alla riduzione del personale consolare e a “un clima di tensione bilaterale” che ha frenato la domanda.

Il ministro degli Esteri francese conferma un calo del 14,5% dei visti rilasciati agli algerini nel 2025


Questi dati emergono nel contesto della revisione in corso da parte della Francia dell’accordo bilaterale del 1968 che garantisce ai cittadini algerini diritti preferenziali di lavoro e soggiorno. Il Ministro dell’Interno Bruno Retailleau auspica clausole più rigide per il rimpatrio e ha proposto di legare le quote di visti all’accettazione da parte dell’Algeria dei rimpatriati, una politica che richiama l’approccio recente della Germania con diversi Stati del Nord Africa.

Per le imprese francesi operanti in Algeria, la riduzione dei visti per affari a breve termine complica i tempi di realizzazione dei progetti. Le società di servizi per i giacimenti petroliferi e i fornitori del settore aerospaziale, che dipendono da rotazioni tecniche rapide, si trovano ora ad affrontare tempi di attesa più lunghi e maggiore incertezza. Le università, invece, potrebbero beneficiare dell’aumento dei visti studenteschi, ma rischiano colli di bottiglia amministrativi se la carenza di personale persiste.

L’Algeria rimane la quinta fonte più importante di domanda di visti per la Francia, e un calo prolungato potrebbe danneggiare i ricavi turistici in Provenza-Alpi-Costa Azzurra e Île-de-France, dove si concentrano le visite della diaspora algerina. Gli agenti di viaggio segnalano già uno spostamento verso Spagna e Turchia, entrambe con regimi di e-visa più rapidi. Gli esperti di mobilità prevedono che, a meno di un miglioramento delle relazioni diplomatiche – i colloqui sulla cooperazione in materia di sicurezza si sono arenati a settembre – è probabile un ulteriore inasprimento nel ciclo consolare del 2026.
Fonte: Algérie360

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