
Dubai si avvicina sempre più a un’esperienza aeroportuale da fantascienza. Il 4 novembre 2025 Emirates ha annunciato un investimento di 85 milioni di AED (23,1 milioni di dollari) per installare oltre 200 telecamere biometriche nel Terminal 3 dell’Aeroporto Internazionale di Dubai (DXB). Sviluppato in collaborazione con la Direzione Generale per la Residenza e gli Affari degli Stranieri di Dubai (GDRFAD), il sistema permette ai passeggeri che scelgono di aderire di attraversare check-in, immigrazione, lounge e imbarco utilizzando solo il riconoscimento facciale, senza bisogno di passaporto o carta d’imbarco.
I viaggiatori si registrano una sola volta tramite l’app Emirates, i chioschi self-service o i banchi check-in. La rete di telecamere verifica quindi la loro identità ai varchi intelligenti e alle porte d’imbarco in pochi secondi. Dubai Airports prevede che i tempi medi di controllo all’immigrazione possano scendere sotto i dieci secondi, un risultato cruciale considerando l’obiettivo di DXB di raggiungere 100 milioni di passeggeri annui entro il 2027.
La privacy è stata un tema centrale. Emirates sottolinea che tutti i dati biometrici sono trattati secondo la normativa sulla protezione dei dati degli Emirati Arabi Uniti: si utilizzano i dati già presenti nei registri GDRFAD quando possibile, mentre i profili dei nuovi viaggiatori vengono convertiti in registrazioni governative all’arrivo. I dati sono criptati e cancellati dopo i termini di conservazione legali, e il consenso può essere revocato in qualsiasi momento.
Per i responsabili dei viaggi aziendali, il progetto promette tempi di transito più rapidi per le connessioni hub-and-spoke e una riduzione del rischio di perdere voli in coincidenze strette. Segnala inoltre una crescente accettazione globale delle tecnologie biometriche alle frontiere: Singapore, Francoforte e Atlanta hanno già avviato corridoi simili, ma quello di Dubai è la più grande implementazione in un singolo terminal finora. Le multinazionali che spostano personale attraverso DXB dovrebbero aggiornare le politiche di viaggio includendo opzioni di registrazione biometrica e informare i dipendenti sulle procedure di adesione.
La fase 1 riguarda i voli Emirates; la fase 2 si estenderà ai passeggeri in transito e, in futuro, ad altri vettori una volta raggiunti gli accordi. Se avrà successo, il percorso “senza passaporto” di Dubai potrebbe diventare il modello per il controllo delle frontiere di nuova generazione nel Golfo, dove i programmi di identità digitale stanno crescendo rapidamente.
I viaggiatori si registrano una sola volta tramite l’app Emirates, i chioschi self-service o i banchi check-in. La rete di telecamere verifica quindi la loro identità ai varchi intelligenti e alle porte d’imbarco in pochi secondi. Dubai Airports prevede che i tempi medi di controllo all’immigrazione possano scendere sotto i dieci secondi, un risultato cruciale considerando l’obiettivo di DXB di raggiungere 100 milioni di passeggeri annui entro il 2027.
La privacy è stata un tema centrale. Emirates sottolinea che tutti i dati biometrici sono trattati secondo la normativa sulla protezione dei dati degli Emirati Arabi Uniti: si utilizzano i dati già presenti nei registri GDRFAD quando possibile, mentre i profili dei nuovi viaggiatori vengono convertiti in registrazioni governative all’arrivo. I dati sono criptati e cancellati dopo i termini di conservazione legali, e il consenso può essere revocato in qualsiasi momento.
Per i responsabili dei viaggi aziendali, il progetto promette tempi di transito più rapidi per le connessioni hub-and-spoke e una riduzione del rischio di perdere voli in coincidenze strette. Segnala inoltre una crescente accettazione globale delle tecnologie biometriche alle frontiere: Singapore, Francoforte e Atlanta hanno già avviato corridoi simili, ma quello di Dubai è la più grande implementazione in un singolo terminal finora. Le multinazionali che spostano personale attraverso DXB dovrebbero aggiornare le politiche di viaggio includendo opzioni di registrazione biometrica e informare i dipendenti sulle procedure di adesione.
La fase 1 riguarda i voli Emirates; la fase 2 si estenderà ai passeggeri in transito e, in futuro, ad altri vettori una volta raggiunti gli accordi. Se avrà successo, il percorso “senza passaporto” di Dubai potrebbe diventare il modello per il controllo delle frontiere di nuova generazione nel Golfo, dove i programmi di identità digitale stanno crescendo rapidamente.
Fonte: Gulf Good News
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