
In un comunicato separato del 6 novembre, il Ministro della Giustizia Jim O’Callaghan ha diffuso i primi risultati del primo sondaggio nazionale sui bisogni legali in Irlanda. Condotto con il supporto dell’OCSE e con la partecipazione di 2.400 intervistati, lo studio ha rilevato che l’80% degli adulti ha affrontato almeno un problema legale negli ultimi due anni; tra questi, il 34% ha riportato perdite finanziarie e un altro 34% ha subito ripercussioni negative sulla salute mentale. Migranti, giovani adulti e persone con disabilità hanno segnalato maggiori difficoltà nel districarsi tra le procedure legali.
Sebbene non limitato alle questioni di immigrazione, il sondaggio fornisce la prima base quantitativa su come i nuovi arrivati accedano a tribunali, commissioni e consulenze legali. Solo il 66% di chi ha affrontato problemi ha dichiarato di aver potuto ottenere assistenza esperta, evidenziando un significativo bisogno insoddisfatto tra i nuovi arrivati poco familiari con le procedure irlandesi.
Il Dipartimento della Giustizia utilizzerà questi dati per definire una roadmap della Giustizia centrata sulle persone, valida fino al 2027. Le misure previste includono “navigatori legali” multilingue, l’ampliamento del servizio gratuito di assistenza legale civile per coprire alcune questioni di immigrazione e portali digitali collegati alla nuova piattaforma di gestione dei servizi per l’immigrazione.
Per i team di mobilità internazionale, il sondaggio indica un futuro contesto di conformità in cui le autorità presumono che servizi ben progettati permettano ai migranti di comprendere e rispettare le regole, aumentando così la responsabilità di individui e datori di lavoro sponsor nel rispettare le scadenze. Allo stesso tempo, percorsi ampliati di assistenza legale potrebbero aiutare i lavoratori internazionali a risolvere controversie su affitti o lavoro senza mettere a rischio il loro status.
I responsabili HR dovrebbero monitorare il sondaggio finale, previsto per metà 2026, poiché potrebbe portare a modifiche legislative alla Legal Services Regulation Act e all’introduzione di linee guida sull’immigrazione in linguaggio semplice.
Sebbene non limitato alle questioni di immigrazione, il sondaggio fornisce la prima base quantitativa su come i nuovi arrivati accedano a tribunali, commissioni e consulenze legali. Solo il 66% di chi ha affrontato problemi ha dichiarato di aver potuto ottenere assistenza esperta, evidenziando un significativo bisogno insoddisfatto tra i nuovi arrivati poco familiari con le procedure irlandesi.
Il Dipartimento della Giustizia utilizzerà questi dati per definire una roadmap della Giustizia centrata sulle persone, valida fino al 2027. Le misure previste includono “navigatori legali” multilingue, l’ampliamento del servizio gratuito di assistenza legale civile per coprire alcune questioni di immigrazione e portali digitali collegati alla nuova piattaforma di gestione dei servizi per l’immigrazione.
Per i team di mobilità internazionale, il sondaggio indica un futuro contesto di conformità in cui le autorità presumono che servizi ben progettati permettano ai migranti di comprendere e rispettare le regole, aumentando così la responsabilità di individui e datori di lavoro sponsor nel rispettare le scadenze. Allo stesso tempo, percorsi ampliati di assistenza legale potrebbero aiutare i lavoratori internazionali a risolvere controversie su affitti o lavoro senza mettere a rischio il loro status.
I responsabili HR dovrebbero monitorare il sondaggio finale, previsto per metà 2026, poiché potrebbe portare a modifiche legislative alla Legal Services Regulation Act e all’introduzione di linee guida sull’immigrazione in linguaggio semplice.