
Le aziende belghe con attività in Cina hanno ricevuto una buona notizia il 7 novembre, quando Pechino ha prorogato il suo programma unilaterale di esenzione dal visto per 45 paesi, tra cui il Belgio, fino al 31 dicembre 2026. La politica consente ai cittadini belgi di entrare in Cina senza visto per soggiorni fino a 30 giorni, per turismo, visite familiari, incontri con clienti e supporto tecnico a breve termine.
Le autorità cinesi hanno spiegato che l’estensione mira a “rivitalizzare i viaggi e gli investimenti bidirezionali” dopo una ripresa lenta post-pandemia. Multinazionali belghe come Umicore, AB InBev e Solvay, che mantengono centri di ricerca e produzione nei delta dei fiumi Yangtze e Pearl, hanno accolto con favore la decisione. “I nostri ingegneri sul campo possono ora volare con un preavviso di 24 ore per risolvere problemi tecnici senza dover aspettare sei settimane per un visto,” ha sottolineato il responsabile della mobilità Asia-Pacifico di Solvay.
La società di analisi dati di viaggio ForwardKeys prevede un aumento del 37% delle prenotazioni aeree Belgio-Cina nel primo trimestre 2026, favorito dal prossimo servizio Brussels-Shenzhen di Hainan Airlines. I consulenti HR avvertono però che l’ingresso senza visto non sostituisce i requisiti per il permesso di lavoro in Cina; i dipendenti inviati per incarichi superiori a 30 giorni devono comunque ottenere un visto Z e un permesso di soggiorno.
Il Servizio Pubblico Federale (SPF) Affari Esteri del Belgio ha aggiornato i consigli di viaggio, ricordando che l’esenzione vale solo per passaporti ordinari e che i viaggiatori devono registrarsi presso la polizia locale entro 24 ore dall’arrivo. Le app per il codice sanitario introdotte durante la pandemia sono state ritirate, ma in alcuni punti di ingresso persistono controlli casuali della temperatura.
L’estensione, unita alla rimozione del test PCR pre-partenza da parte della Cina ad agosto, segnala una tendenza più ampia di riapertura che, secondo gli analisti del settore aereo, potrebbe riportare i volumi di passeggeri tra Bruxelles e Pechino ai livelli pre-COVID entro la fine del 2026.
Le autorità cinesi hanno spiegato che l’estensione mira a “rivitalizzare i viaggi e gli investimenti bidirezionali” dopo una ripresa lenta post-pandemia. Multinazionali belghe come Umicore, AB InBev e Solvay, che mantengono centri di ricerca e produzione nei delta dei fiumi Yangtze e Pearl, hanno accolto con favore la decisione. “I nostri ingegneri sul campo possono ora volare con un preavviso di 24 ore per risolvere problemi tecnici senza dover aspettare sei settimane per un visto,” ha sottolineato il responsabile della mobilità Asia-Pacifico di Solvay.
La società di analisi dati di viaggio ForwardKeys prevede un aumento del 37% delle prenotazioni aeree Belgio-Cina nel primo trimestre 2026, favorito dal prossimo servizio Brussels-Shenzhen di Hainan Airlines. I consulenti HR avvertono però che l’ingresso senza visto non sostituisce i requisiti per il permesso di lavoro in Cina; i dipendenti inviati per incarichi superiori a 30 giorni devono comunque ottenere un visto Z e un permesso di soggiorno.
Il Servizio Pubblico Federale (SPF) Affari Esteri del Belgio ha aggiornato i consigli di viaggio, ricordando che l’esenzione vale solo per passaporti ordinari e che i viaggiatori devono registrarsi presso la polizia locale entro 24 ore dall’arrivo. Le app per il codice sanitario introdotte durante la pandemia sono state ritirate, ma in alcuni punti di ingresso persistono controlli casuali della temperatura.
L’estensione, unita alla rimozione del test PCR pre-partenza da parte della Cina ad agosto, segnala una tendenza più ampia di riapertura che, secondo gli analisti del settore aereo, potrebbe riportare i volumi di passeggeri tra Bruxelles e Pechino ai livelli pre-COVID entro la fine del 2026.
Fonte: VisaIndex
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