
I viaggiatori d'affari e i turisti belgi hanno ricevuto una buona notizia l'11 novembre 2025, quando il Consolato Generale cinese ha annunciato la proroga per un altro anno del programma unilaterale di ingresso senza visto per 30 giorni, valido fino alle 24:00 (ora di Pechino) del 31 dicembre 2026. La decisione, pubblicata in un avviso ufficiale, mantiene il Belgio nella lista di 46 paesi i cui titolari di passaporto ordinario possono entrare in Cina senza richiedere un visto per soggiorni fino a 30 giorni, coprendo viaggi d'affari, turismo, visite familiari, transito e scambi culturali.
L’estensione mira a “facilitare ulteriormente gli scambi tra persone”, mentre la Cina cerca di rilanciare i flussi turistici in entrata e di rivitalizzare i legami commerciali dopo quasi sei anni di restrizioni legate alla pandemia. Per le aziende belghe con operazioni nella catena di approvvigionamento o joint venture nella Cina continentale, questa misura elimina una delle ultime complicazioni amministrative, risparmiando in media 140 euro a viaggiatore per le spese di visto e riducendo i tempi di elaborazione di due o tre settimane. Le compagnie aeree che operano sulle rotte Bruxelles–Pechino e Bruxelles–Shanghai segnalano già un aumento delle prenotazioni invernali, secondo le agenzie di gestione viaggi locali.
Dal punto di vista della conformità, le aziende devono comunque ricordare ai dipendenti che l’esenzione dal visto è limitata a 30 giorni consecutivi per ingresso e non consente attività lavorative retribuite in Cina. I viaggiatori che necessitano di rimanere oltre i 30 giorni devono convertire il permesso di soggiorno presso un ufficio di uscita e ingresso del Pubblico Sicurezza prima della scadenza. Il mancato rispetto può comportare multe giornaliere di 500 CNY e possibili divieti di uscita dal paese. I team fiscali devono inoltre monitorare attentamente i giorni di permanenza: secondo la convenzione fiscale Belgio-Cina, una presenza fisica superiore a 183 giorni in un periodo di 12 mesi può comportare obblighi fiscali in Cina.
I consulenti per l’immigrazione a Bruxelles raccomandano di aggiornare immediatamente le politiche di viaggio e di collaborare con le compagnie aeree per automatizzare i controlli sulla nazionalità del passaporto al momento della prenotazione. I team HR dovrebbero inoltre diffondere indicazioni chiare sul fatto che il regime senza visto si applica solo ai passaporti belgi standard; i titolari di documenti di viaggio per rifugiati o passaporti diplomatici devono ancora ottenere il visto in anticipo. Infine, le compagnie assicurative devono verificare che le polizze restino valide per i viaggi senza visto, poiché alcuni contratti di copertura per rischi aziendali legano la validità alla presenza di un visto d’ingresso.
L’estensione mira a “facilitare ulteriormente gli scambi tra persone”, mentre la Cina cerca di rilanciare i flussi turistici in entrata e di rivitalizzare i legami commerciali dopo quasi sei anni di restrizioni legate alla pandemia. Per le aziende belghe con operazioni nella catena di approvvigionamento o joint venture nella Cina continentale, questa misura elimina una delle ultime complicazioni amministrative, risparmiando in media 140 euro a viaggiatore per le spese di visto e riducendo i tempi di elaborazione di due o tre settimane. Le compagnie aeree che operano sulle rotte Bruxelles–Pechino e Bruxelles–Shanghai segnalano già un aumento delle prenotazioni invernali, secondo le agenzie di gestione viaggi locali.
Dal punto di vista della conformità, le aziende devono comunque ricordare ai dipendenti che l’esenzione dal visto è limitata a 30 giorni consecutivi per ingresso e non consente attività lavorative retribuite in Cina. I viaggiatori che necessitano di rimanere oltre i 30 giorni devono convertire il permesso di soggiorno presso un ufficio di uscita e ingresso del Pubblico Sicurezza prima della scadenza. Il mancato rispetto può comportare multe giornaliere di 500 CNY e possibili divieti di uscita dal paese. I team fiscali devono inoltre monitorare attentamente i giorni di permanenza: secondo la convenzione fiscale Belgio-Cina, una presenza fisica superiore a 183 giorni in un periodo di 12 mesi può comportare obblighi fiscali in Cina.
I consulenti per l’immigrazione a Bruxelles raccomandano di aggiornare immediatamente le politiche di viaggio e di collaborare con le compagnie aeree per automatizzare i controlli sulla nazionalità del passaporto al momento della prenotazione. I team HR dovrebbero inoltre diffondere indicazioni chiare sul fatto che il regime senza visto si applica solo ai passaporti belgi standard; i titolari di documenti di viaggio per rifugiati o passaporti diplomatici devono ancora ottenere il visto in anticipo. Infine, le compagnie assicurative devono verificare che le polizze restino valide per i viaggi senza visto, poiché alcuni contratti di copertura per rischi aziendali legano la validità alla presenza di un visto d’ingresso.
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