
Il Decreto Reale 156/2025 dell’Oman, in vigore dal 10 novembre, introduce un visto culturale dedicato e un permesso di soggiorno corrispondente, con validità di uno, cinque o dieci anni. I richiedenti devono essere sponsorizzati da un ente culturale omanita approvato, come il Ministero della Cultura, un’università o un’organizzatore di festival, e possono portare con sé coniugi e parenti di primo grado tramite un “Visto di Unione Culturale”.
I costi sono contenuti: 50 RO (circa 10.700 INR) all’anno per il richiedente principale, e solo 10 RO per i familiari con permesso annuale. I titolari devono attivare il visto entro tre mesi dall’emissione ed entrare in Oman almeno una volta ogni dodici mesi per mantenere lo status. Le autorità presentano il programma come un pilastro della Vision 2040, volto a diversificare l’economia e a potenziare il turismo culturale.
Per i settori creativi e della conoscenza in forte crescita in India, il visto apre una porta verso il Golfo senza richiedere grandi investimenti o sponsorizzazioni da parte di datori di lavoro. Le case di produzione indiane possono ora stabilire team a Muscat per riprese pluriennali; i dottorandi possono collaborare con musei omaniti; i designer possono aprire studi temporanei per servire l’intera regione.
I professionisti della mobilità devono considerare che il visto non garantisce automaticamente il diritto di lavoro al di fuori delle attività culturali approvate, e che lo sponsor locale deve presentare rapporti annuali di conformità. L’assicurazione sanitaria in Oman è obbligatoria, e le permanenze oltre il termine comportano multe salate.
Grazie alle tariffe basse e alla lunga validità, i consulenti prevedono un forte interesse da parte di tecnici cinematografici indiani, ricercatori del patrimonio e compagnie di arti performative che cercano una base in Medio Oriente senza i costi di Dubai o Doha. La capacità, tuttavia, è legata alle quote degli sponsor: si consiglia un coinvolgimento tempestivo con gli enti culturali.
I costi sono contenuti: 50 RO (circa 10.700 INR) all’anno per il richiedente principale, e solo 10 RO per i familiari con permesso annuale. I titolari devono attivare il visto entro tre mesi dall’emissione ed entrare in Oman almeno una volta ogni dodici mesi per mantenere lo status. Le autorità presentano il programma come un pilastro della Vision 2040, volto a diversificare l’economia e a potenziare il turismo culturale.
Per i settori creativi e della conoscenza in forte crescita in India, il visto apre una porta verso il Golfo senza richiedere grandi investimenti o sponsorizzazioni da parte di datori di lavoro. Le case di produzione indiane possono ora stabilire team a Muscat per riprese pluriennali; i dottorandi possono collaborare con musei omaniti; i designer possono aprire studi temporanei per servire l’intera regione.
I professionisti della mobilità devono considerare che il visto non garantisce automaticamente il diritto di lavoro al di fuori delle attività culturali approvate, e che lo sponsor locale deve presentare rapporti annuali di conformità. L’assicurazione sanitaria in Oman è obbligatoria, e le permanenze oltre il termine comportano multe salate.
Grazie alle tariffe basse e alla lunga validità, i consulenti prevedono un forte interesse da parte di tecnici cinematografici indiani, ricercatori del patrimonio e compagnie di arti performative che cercano una base in Medio Oriente senza i costi di Dubai o Doha. La capacità, tuttavia, è legata alle quote degli sponsor: si consiglia un coinvolgimento tempestivo con gli enti culturali.
Fonte: The Economic Times