
L’Arabia Saudita ha ampliato la promozione del visto di transito con sosta, che consente ai passeggeri di Saudia o Flynas di soggiornare fino a 96 ore nel Regno — tempo sufficiente per completare l’Umrah o visitare siti turistici — senza costi aggiuntivi oltre a una piccola quota assicurativa. Un articolo di Business Standard del 14 novembre evidenzia come gli indiani siano diventati uno dei gruppi di utenti più numerosi, sfruttando il visto sulle rotte dirette verso Europa e Stati Uniti.
I viaggiatori ricevono automaticamente l’e-visa al momento della prenotazione di un biglietto idoneo e devono prenotare la propria fascia oraria per l’Umrah tramite la piattaforma Nusuk.sa. Il pass è a ingresso singolo, valido per viaggi entro 90 giorni dall’emissione e con un limite rigoroso di quattro giorni di permanenza nel Paese. Le donne possono viaggiare senza mahram, in linea con le recenti riforme delle regole di pellegrinaggio.
Per le aziende indiane, la nuova politica introduce nuove responsabilità di duty of care: i dipendenti in transito da Jeddah possono ora richiedere una breve sosta per il pellegrinaggio, potenzialmente prolungando la durata del viaggio. I team di mobilità devono aggiornare i flussi di approvazione dei viaggi per segnalare le soste in Arabia Saudita e ricordare ai dipendenti il limite tassativo di 96 ore — il superamento comporta multe e divieti per futuri visti.
I travel manager possono inoltre sfruttare il visto come un vantaggio: le compagnie aeree consentono itinerari multi-città in Arabia Saudita entro la finestra temporale, permettendo incontri con clienti a Riyadh o NEOM prima dei voli successivi. Tuttavia, il visto non è valido per l’Hajj, per soste ripetute di “visa-run” o per viaggi con altri vettori.
Poiché il visto viene emesso solo al momento della prenotazione, i passeggeri che modificano successivamente i voli devono richiederlo nuovamente o rischiano il rifiuto al check-in. Gli esperti consigliano di bloccare l’itinerario in anticipo e stampare la conferma dell’e-visa per evitare disguidi ai gate di partenza in India.
I viaggiatori ricevono automaticamente l’e-visa al momento della prenotazione di un biglietto idoneo e devono prenotare la propria fascia oraria per l’Umrah tramite la piattaforma Nusuk.sa. Il pass è a ingresso singolo, valido per viaggi entro 90 giorni dall’emissione e con un limite rigoroso di quattro giorni di permanenza nel Paese. Le donne possono viaggiare senza mahram, in linea con le recenti riforme delle regole di pellegrinaggio.
Per le aziende indiane, la nuova politica introduce nuove responsabilità di duty of care: i dipendenti in transito da Jeddah possono ora richiedere una breve sosta per il pellegrinaggio, potenzialmente prolungando la durata del viaggio. I team di mobilità devono aggiornare i flussi di approvazione dei viaggi per segnalare le soste in Arabia Saudita e ricordare ai dipendenti il limite tassativo di 96 ore — il superamento comporta multe e divieti per futuri visti.
I travel manager possono inoltre sfruttare il visto come un vantaggio: le compagnie aeree consentono itinerari multi-città in Arabia Saudita entro la finestra temporale, permettendo incontri con clienti a Riyadh o NEOM prima dei voli successivi. Tuttavia, il visto non è valido per l’Hajj, per soste ripetute di “visa-run” o per viaggi con altri vettori.
Poiché il visto viene emesso solo al momento della prenotazione, i passeggeri che modificano successivamente i voli devono richiederlo nuovamente o rischiano il rifiuto al check-in. Gli esperti consigliano di bloccare l’itinerario in anticipo e stampare la conferma dell’e-visa per evitare disguidi ai gate di partenza in India.
Fonte: Business Standard