
Le azioni tecnologiche indiane sono salite fino al 3,4% il 12 novembre dopo che il presidente USA Donald Trump ha dichiarato a Fox News che l’America “ha ancora bisogno di lavoratori qualificati dall’estero”, suggerendo una possibile flessibilità sul programma H-1B nonostante gli aumenti delle tariffe e i controlli più severi. Tech Mahindra ha guidato i guadagni, seguita da Mphasis, LTIMindtree, TCS e Infosys, portando l’indice Nifty IT a un rialzo dell’1,8%.
Gli investitori hanno interpretato queste parole come un possibile allentamento dopo un anno segnato dalla proposta di una tassa di 100.000 dollari per le domande H-1B e da una causa intentata dalla Camera di Commercio USA. Le aziende indiane di servizi IT dipendono da migliaia di richieste H-1B ogni anno per gestire progetti in loco; qualsiasi distensione nel discorso politico può stabilizzare i cicli di pianificazione per la mobilità globale, la disponibilità di personale e le tariffe di fatturazione.
Tuttavia, i dirigenti restano cauti. La società di consulenza Fragomen sottolinea che gli standard di valutazione rimangono rigidi e le regole sulle tariffe più alte sono ancora pubblicate nel Federal Register. Molte aziende hanno adottato strategie di copertura ampliando i centri near-shore in Messico e Canada e aumentando le richieste di visti L-1 per trasferimenti intra-aziendali.
Per i responsabili della mobilità aziendale, la reazione del mercato evidenzia come i segnali politici, anche senza cambiamenti formali nelle politiche, possano influenzare in poche ore i costi di impiego dei talenti e i budget dei progetti legati ai tassi di cambio. Si consiglia alle aziende di mantenere pronti piani di scenario, dato che la politica sull’immigrazione USA rimane un fattore decisivo in vista delle elezioni di mid-term del 2026.
A medio termine, i sistemi in crescita di e-Passport e FTI-TTP in India potrebbero facilitare il rientro più rapido dei lavoratori H-1B, rendendo meno disruptive le missioni di lavoro di andata e ritorno.
Gli investitori hanno interpretato queste parole come un possibile allentamento dopo un anno segnato dalla proposta di una tassa di 100.000 dollari per le domande H-1B e da una causa intentata dalla Camera di Commercio USA. Le aziende indiane di servizi IT dipendono da migliaia di richieste H-1B ogni anno per gestire progetti in loco; qualsiasi distensione nel discorso politico può stabilizzare i cicli di pianificazione per la mobilità globale, la disponibilità di personale e le tariffe di fatturazione.
Tuttavia, i dirigenti restano cauti. La società di consulenza Fragomen sottolinea che gli standard di valutazione rimangono rigidi e le regole sulle tariffe più alte sono ancora pubblicate nel Federal Register. Molte aziende hanno adottato strategie di copertura ampliando i centri near-shore in Messico e Canada e aumentando le richieste di visti L-1 per trasferimenti intra-aziendali.
Per i responsabili della mobilità aziendale, la reazione del mercato evidenzia come i segnali politici, anche senza cambiamenti formali nelle politiche, possano influenzare in poche ore i costi di impiego dei talenti e i budget dei progetti legati ai tassi di cambio. Si consiglia alle aziende di mantenere pronti piani di scenario, dato che la politica sull’immigrazione USA rimane un fattore decisivo in vista delle elezioni di mid-term del 2026.
A medio termine, i sistemi in crescita di e-Passport e FTI-TTP in India potrebbero facilitare il rientro più rapido dei lavoratori H-1B, rendendo meno disruptive le missioni di lavoro di andata e ritorno.
Fonte: The Economic Times
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