
Nel suo ultimo tentativo di frenare i flussi migratori irregolari, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha iniziato il 17 novembre a revocare i visti e imporre nuovi divieti d’ingresso a imprenditori nicaraguensi accusati di vendere “rotte rapide” verso il confine meridionale. Tra i destinatari delle misure ci sono operatori di linee di autobus, dirigenti di agenzie di viaggio e guide turistiche che promuovono pacchetti pieni di scappatoie tramite Managua.
Washington sostiene che il governo del presidente Daniel Ortega abbia trasformato il Nicaragua in un hub di transito aperto per migranti diretti negli USA, eliminando i requisiti di visto e offrendo voli charter a basso costo da Asia, Africa e Caraibi. La nuova politica si basa sulle sanzioni di aprile che hanno colpito 250 funzionari di Ortega per violazioni dei diritti umani.
Secondo la Sezione 212(a)(3)(C) dell’Immigration and Nationality Act, i funzionari consolari possono negare o revocare i visti quando le attività del richiedente comportano “potenziali gravi conseguenze negative per la politica estera”. Il Dipartimento non ha rivelato il numero esatto di persone coinvolte, ma fonti indicano che le revoche iniziali sono diverse decine e potrebbero aumentare.
Compagnie aeree, spedizionieri e agenzie di personale operanti in America Centrale dovrebbero verificare i propri partner per eventuali rischi, poiché i divieti di visto possono innescare sanzioni secondarie e un controllo più rigoroso da parte della CBP. Le multinazionali che fanno transitare i propri dipendenti tramite Managua come stratagemma per il rinnovo del visto potrebbero affrontare interrogatori più approfonditi ai punti di ingresso negli USA.
La mossa segnala che ora anche i fornitori di servizi — non solo i migranti — possono incorrere in sanzioni dirette sull’immigrazione, alzando il livello di conformità richiesto a operatori logistici, agenzie di viaggio e società di relocation attive nella regione.
Washington sostiene che il governo del presidente Daniel Ortega abbia trasformato il Nicaragua in un hub di transito aperto per migranti diretti negli USA, eliminando i requisiti di visto e offrendo voli charter a basso costo da Asia, Africa e Caraibi. La nuova politica si basa sulle sanzioni di aprile che hanno colpito 250 funzionari di Ortega per violazioni dei diritti umani.
Secondo la Sezione 212(a)(3)(C) dell’Immigration and Nationality Act, i funzionari consolari possono negare o revocare i visti quando le attività del richiedente comportano “potenziali gravi conseguenze negative per la politica estera”. Il Dipartimento non ha rivelato il numero esatto di persone coinvolte, ma fonti indicano che le revoche iniziali sono diverse decine e potrebbero aumentare.
Compagnie aeree, spedizionieri e agenzie di personale operanti in America Centrale dovrebbero verificare i propri partner per eventuali rischi, poiché i divieti di visto possono innescare sanzioni secondarie e un controllo più rigoroso da parte della CBP. Le multinazionali che fanno transitare i propri dipendenti tramite Managua come stratagemma per il rinnovo del visto potrebbero affrontare interrogatori più approfonditi ai punti di ingresso negli USA.
La mossa segnala che ora anche i fornitori di servizi — non solo i migranti — possono incorrere in sanzioni dirette sull’immigrazione, alzando il livello di conformità richiesto a operatori logistici, agenzie di viaggio e società di relocation attive nella regione.
Fonte: Reuters
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